GRANDE SUCCESSO AL VINITALY DELLE CANTINE JONICHE ADERENTI A CONFCOOPERATIVE

Grande successo delle cantine sociali del nostro territorio, aderenti a Confcooperative, per la loro partecipazione al recente Vinitaly di Verona. Con circa 100 milioni di fatturato e 3.000 soci complessivi queste cooperative vitivinicole rappresentano una parte importante della viticoltura pugliese che incide per il 13% sul vigneto Italia e per il 18% sulla produzione del vino. Tutto ciò è stato ben rappresentato nell’evento “In alto i calici, l’evoluzione del comparto vitivinicolo pugliese”, organizzato dalla Confcooperative con il suo consorzio Leader ed il contributo del Dipartimento agricoltura della Regione Puglia.  Giovanni Tricarico, Direttore regionale della Confcooperative e del Consorzio Leader, ha affermato che il sistema vitivinicolo pugliese, che per molti anni ha rappresentato un bacino di vini che venivano venduti sfusi, valorizzando così altre aree geografiche del territorio, adesso rappresenta il 30% del vino imbottigliato e quindi valorizzato, percentuale che certamente deve aumentare sia per incrementare il valore del vino venduto, sia per accrescere il numero dei soci produttori. Altro relatore al convegno è stato Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma, il quale ha rimarcato i buoni risultati raggiunti dal vino pugliese, il cui export è cresciuto del 46%, a fronte di una media nazionale del 26%. Massimo Tripaldi, Presidente di Assoenologi di Puglia, Basilicata e Calabria, esaltando i continui successi del vino pugliese ha posto l’accento sulla evoluzione delle tecniche enologiche e sulla figura dell’enologo che sempre più è diventato il promotore del miglioramento qualitativo. Ha concluso i lavori l’Assessore Regionale all’Agricoltura della Puglia, Donato Pentassuglia, riaffermando l’impegno politico della Regione nell’accompagnare il percorso innovativo delle aziende vitivinicole, protagoniste di un processo di fortificazione dei territori. nonché di recupero delle quote di mercato ancora disponibili. A margine del convegno, Carlo Martello, segretario generale della Confcooperative di Taranto, presente al Vinitaly , ha rimarcato l’andamento positivo del settore vitivinicolo cooperativo che rappresenta oltre il 50% dell’intero vino pugliese e che garantisce ai propri soci produttori una remunerazione sempre crescente.

AL MArTA SI PARLA DI “GIUSTIZIA E POTERE NELLA CULTURA GRECA NEL V SECOLO a.C.: TRAGICI E STORICI”

Al Museo Archeologico di Taranto  si parla di Giustizia, il 20 maggio alle ore 18.00, la relazione del prof. Emanuele Stolfi

Il 20 maggio alle ore 18.00 il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, in collaborazione con il Dipartimento Jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo. Società, Ambiente, Culture dell’Università di Bari “Aldo Moro”, l’Università di Siena e l’Associazione Italiana di Cultura Classica (AICC) – delegazione di Taranto “Adolfo Mele”, organizza un’importante conferenza con uno dei maggiori esperti italiani di cultura giuridica dell’antica Grecia, di diritti greci e di fondamenti romanistici del diritto europeo.

Si tratta del prof. Emanuele Stolfi, professore ordinario di Fondamenti romanistici del diritto europeo, Diritti greci e Diritto e letteratura dell’Università di Siena che, per l’appuntamento del MArTA, relazionerà su: “Giustizia e potere nella cultura greca del V secolo a.C.: tragici e storici”.

“Un percorso interno a due grandi laboratori del pensiero politico (e della coscienza giuridica) dell’Occidente: la poesia tragica e l’analisi storiografica fiorite nell’Atene del V secolo a.C. Attraverso un approccio intersettivo, sulle tracce di motivi ricorrenti in saperi diversi e in apparenza lontani – spiega il prof. Emanuele Stolfi – , si cercherà di far emergere alcune cruciali questioni che furono allora sollevate attorno a senso e implicazioni della giustizia, natura e derive del potere, prestazione egualitaria della legge, criticità della democrazia e rischi sempre incombenti di torsioni autocratiche”.

La conferenza del prof. Emanuele Stolfi su “Giustizia e potere nella cultura greca del V secolo a.C.: tragici e storici” si terrà nella Sala Incontri del Museo, venerdì 20 maggio alle ore 18.00. L’ingresso gratuito è limitato esclusivamente alla Sala Incontri.

Per accedere alle sale espositive è necessario acquistare il biglietto di ingresso del MArTA.

LAURETTA COLONNELLI PRESENTA ”STORIE MERIDIANE – MITI E LEGGENDE PER RACCONTARE L’ARTE”

L’Associazione Amici dei Musei di Taranto, giovedì 19 maggio, presenterà il libro della scrittrice e giornalista Lauretta Colonnelli:” Storie Meridiane – Miti e Leggende per raccontare l’arte”. Dialogheranno con l’autrice la prof.ssa Patrizia De Luca, presidente dell’Associazione, la prof. Maura Annese e il dott. Giuseppe Insolera, entrambi soci dell’Associazione. Il libro della Colonnelli è una raccolta di 40 racconti brevi che narrano l’arte, ambientati quasi tutti  nel Sud, da Napoli fino alla Sicilia, soltanto uno è ambientato a Roma.

In ogni storia emergono sia figure mitologiche sia personaggi realmente esistiti, dal tempo della Magna Grecia fino ai nostri giorni. Le immagini di questi personaggi, o le loro opere, possiamo trovarle sparse in musei poco conosciuti, o in palazzi privati, o in siti archeologici impervi da raggiungere, ma carichi di magia, o in parchi disseminati di opere d’arte contemporanea. Dalle opere di Guttuso si passa ai bronzi di Riace, dai siti archeologici di Pompei e Paestum con la famosa tomba del tuffatore alla Concattedrale di Taranto.

L’incontro è fissato alle 17:30 presso il Circolo Ufficiali  di Taranto, in piazza Kennedy n°4.

UNA STORIA BELLISSIMA COL PROFUMO DELLA LIBERTÀ

di Cinzia Amorosino

L’uomo libero è colui che non ha paura di andare fino alla fine del suo pensiero. E Cristian (non conosciamo il suo cognome) sembra aver preso alla lettera quanto diceva Léon Blum.

Un paio di giorni fa qualche abitante dei quartieri costieri tarantini si sarà stupito di veder passare un uomo solo, su un maestoso cavallo, con le bisacce dietro la sella. Strano miscuglio di antico e modernissimo allo stesso tempo, dato che portava capelli molto lunghi ma un cellulare in mano. L’incedere tranquillo sull’asfalto (sconnesso) di via Lama tra le auto che sfrecciavano, in direzione San Vito.

È una storia incredibile e romantica, di quelle che sembrano scomparse dagli orizzonti del contemporaneo.

Ho appreso poi dall’amico Matteo Dusconi, il nome dello sconosciuto apparso come catapultato da una macchina del tempo ai giorni nostri. E quello di Furia, cavallo maremmano. Cristian è romano ma dalle forti origini sarde, in tour solitario da più di undici mesi, con 3.750 km già fatti in Francia, sulle strade delle coste del Tirreno, dell’Adriatico e ora sulle coste dello Ionio. Vivendo alla giornata con la generosa semplice ospitalità della gente del posto.

È rimasto il rimpianto di non aver potuto stringere la mano ad uomo coraggioso come pochi ce ne sono ancora; è proprio vero che gli italiani sono un popolo di esploratori curiosi del mondo e di quanto di bello e positivo ci può offrire.

Alla fine è pure la storia d’amore di un uomo e di un cavallo. Una storia bellissima e col profumo della Libertà.

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La foto del cavallo con il fantastico tramonto di Taranto è di Matteo Dusconi. L’altro “scatto per caso” di Cinzia Amorosino

”CRONACHE DA UN MUSEO IN GUERRA. TARANTO 1939-1949” LE VICENDE DEL MUSEO RACCONTATE DA ANGELO CONTE

di Silvana Giuliano

”Cronache da un museo in guerra. Taranto 1939-1949” è l’ultimo libro scritto dal prof. Angelo Conte. Il testo è stato presentato nella Sala Conferenze dell’Istituto Maria Immacolata, giovedì 12 maggio, dall’Associazione Amici dei Musei di Taranto, in collaborazione con l’AICC e Scorpione Editrice. Francesca Poretti, presidente dell’AICC e Patrizia De Luca, presidente dell’Associazione Amici dei Musei,  hanno ringraziato l’autore per il lavoro svolto.  La dott.ssa Laura Masiello, funzionario archeologo della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, ha dialogato con Conte integrando la relazione con notizie e immagini inerenti l’archeologia.

La storia è ambientata negli anni della seconda guerra mondiale, soprattutto in Puglia e a Taranto, sede di una piazzaforte militare, della più importante base navale del Mediterraneo, dell’ Arsenale militare, dei Cantieri navali Tosi, nonché di uno dei più prestigiosi Musei d’Europa. “Guerra, Museo e Taranto – ha sottolineato Conte – sono le tre realtà, le tre monadi che nel testo si rincorrono di continuo, si incrociano, si sovrappongono, senza alterare la verità storica di quanto accadde in quegli anni. Il racconto ha inizio nel 1938 quando, nonostante la conferenza di Monaco avesse allontanato un imminente pericolo di guerra, il Ministero della Guerra inviò ai Prefetti, ai Sindaci ed alle autorità religiose numerose circolari con le quali li invitava a collaborare per preparare i cittadini ai disagi che una eventuale guerra avrebbe potuto arrecare, predisponendo tutte le precauzioni possibili per la loro salvaguardia”. In breve tempo, in varie zone della città furono costruiti numerosi rifugi antiaereo.

Nel 1939 furono allertate anche tutte le Soprintendenze, affinché portassero al sicuro quanto contenuto negli archivi e nei Musei. Ciro Drago, Soprintendente della puglia e Direttore del Museo di Taranto, fece trasferire i reperti, contenuti in 196 casse, nei depositi di Castel del Monte e presso il Convento agostiniano di Santa Maria degli Angeli di Cassano Murge. Per gli Ori di Taranto decise che fossero custoditi in una cassetta di ferro, murata in ambienti sotterranei dello stesso Museo. Con l’evolversi della guerra, Drago non ritenne più sicuro il nascondiglio scelto. La Direzione Generale Belle Arti decise che la sede più adatta alla custodia degli Ori fossero i sotterranei blindati della Banca Commerciale di Parma, costruiti in modo tale da resistere anche ai bombardamenti aerei. Il 31 gennaio del 1943 gli Ori partirono per Parma e dal 2 febbraio furono custoditi nei sotterranei della Banca. Nel settembre del 1943 Castel del Monte, considerato un luogo sicuro per custodire sia i reperti di Taranto sia di altri musei pugliesi, rischiò di esplodere a causa di alcuni soldati tedeschi in fuga, fortunatamente senza danni agli oggetti conservati all’interno del Castello.

“I reperti rientrarono a Taranto poco dopo la fine della guerra. Fu necessario – ha spiegato Conte – attendere che le forze militari alleate, che subito dopo l’armistizio avevano occupato il Museo, lo lasciassero definitivamente il 25 aprile del 1946. Gli inglesi, che si ritenevano i padroni della città, avevano adattato l’edificio alle varie esigenze militari, adibendo i locali a deposito, uffici, dormitori, ospedale, sala biliardo, cucine, perfino a wine-bar ad uso della truppa che spesso, avvinazzata, tentava furti di materiale archeologico ed usava violenza nei confronti del personale di vigilanza”. Nel 1946 gli Ori furono trasferiti da Parma a Roma, e depositati nel Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano. Nello stesso anno,  furono esposti in una mostra a Palazzo Venezia. Ciro Drago aveva comunicato al Ministero della Pubblica Istruzione che il Museo di Taranto non offriva garanzie di sicurezza, pertanto gli Ori, rientrarono a Taranto solo nell’aprile del 1949 ed esposti nel 1952 con la riapertura totale del Museo, avvenuta il 31 ottobre dello stesso anno.  Il Museo in pochi anni fu completamente ristrutturato, ma non si sarebbero raggiunti quei risultati senza la collaborazione di custodi, restauratori, autorità civili e militari.

Non solo i preziosi reperti, con i rocamboleschi trasferimenti in altre città, sono i protagonisti del libro di Angelo Conte, perché nel testo emerge la figura di Ciro Drago che, in anni così difficili per la città, fu il personaggio principale, ricoprendo anche la carica di sindaco, di presidente della Dante Alighieri e di Rettore dell’Università popolare.

Ringraziamo Mino Lo Re per averci concesso la pubblicazione di alcune foto

14 MAGGIO “NOTTE EUROPEA DEI MUSEI” AL MARTA INGRESSO AD 1 EURO

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Torna sabato 14 maggio la Notte Europea dei Musei (Nuit Européenne des Musées), organizzata dal Ministero della Cultura francese con il patrocinio del consiglio d’Europa, dell’Unesco e dell’ICOM, con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea.

Tra gli animatori del fitto programma del Ministero della Cultura italiano vi sarà ancora una volta il Museo Archeologico Nazionale di Taranto che, al prezzo simbolico di un euro (eccetto le gratuità previste per legge), aprirà di notte dalle ore 20.00 alle ore 23.00 (ultimo ingresso ore 22.30).

L’appuntamento arriva all’indomani del riconoscimento del Manifesto di Ventotene, atto di nascita del sogno europeo, insignito a fine aprile del marchio di patrimonio europeo e simbolo dell’Unione, da parte della Commissaria Europea per l’Innovazione, la ricerca e la cultura Mariya Gabriel.

“Il MArTA partecipa all’evento con attività ad hoc, svelando i segreti di alcuni tesori mai visti dei depositi e con workshop sul patrimonio culturale del mare“, spiega la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti.

Così sabato 14 maggio, in occasione della diciottesima edizione della Notte Europea dei Musei, dal Golfo di Taranto valorizzerà un patrimonio culturale importante dell’Europa.

Dalle ore 20.00 alle ore 23.00, oltre alle visite in autonomia, sempre al costo di un euro sarà possibile ammirare da vicino i “Tesori mai visti dai depositi del MArTA” nella sala incontri del museo tarantino.

Sarà l’archeologa Serena D’Alfonso dell’Università di Bari ad accompagnerà i visitatori alla scoperta delle “Storie di terracotta. Dall’archeologia della produzione al restauro archeologico”. L’attività farà scoprire al pubblico i segreti della produzione ceramica nella Taranto greca attraverso le testimonianze materiali di reperti custoditi nei depositi dell’importante istituzione museale tarantina.

L’operatore tecnico del laboratorio di restauro del MArTA, Mario Pazzano, inoltre condurrà i visitatori dietro  le quinte del Museo svelando le tecniche che servono ad arrestare il degrado e a valorizzare le testimonianze provenienti dal passato.

Nel Chiostro nel frattempo si potrà assistere al Workshop a cura degli operatori del mare tarantini.

All’interno del progetto FISH&C.H.I.P.S. e in concomitanza con la mostra figitale su “Taras e i doni del mare”, al MArTA la Cooperativa dei mitilicoltori aderenti alla ConfCommercio di Taranto, presieduta da Luciano Carriero, terrà laboratori sulle attività di pesca e mitilicoltura di Taranto.

Un euro per contenuti straordinari, approfondimenti e la visita alle tre mostre temporanee in corso: quella di arte contemporanea dell’artista Federico Gori, dal titolo “L’Età dell’Oro”, la mostra fi-gitale (fisica e digitale) di “Taras e i doni del mare”, e l’importante allestimento al piano terra del MArTA, con la ricostruzione in scala 1:1 di una antica tomba etrusca nell’ambito della mostra “Taras e Vatl”.

Il biglietto deve essere acquistato on line sulla piattaforma www.shopmuseomarta.it, oppure al Museo (acquisto unicamente con carta o in contanti).

LA FONDAZIONE MICHELAGNOLI E LA CAMERA DI COMMERCIO CELEBRANO GIOVEDÌ 12 MAGGIO “LA GIORNATA EUROPEA DEL MARE 2022”

La Fondazione Michelagnoli in collaborazione con la Camera di Commercio di Taranto celebra la Giornata Europea del Mare 2022 per evidenziare il ruolo vitale dei mari e degli oceani per la nostra vita e per l’economia.

È un mare che  cambia, a conferma del suo ruolo essenziale per la vita del pianeta.
Cambia per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici, con l’assorbimento di parte della CO2 che l’uomo produce con l’uso dei combustibili fossili. Cambia per trattenere il calore in eccesso che rilascia poi  lentamente per attenuare gli effetti del riscaldamento globale.  Il mare è il respiro del mondo.
Un respiro che si fa sempre più affannoso.

È difficile per la gente comune capire la gravità degli impatti del cambiamento climatico finché le conseguenze del riscaldamento globale restano lontane dalla vita di tutti i giorni.
Non è così per i mitilicoltori che già da qualche tempo subiscono i danni delle ondate di calore che si presentano ormai con sempre maggiore frequenza e con picchi sempre più alti di temperatura che arriva a toccare i 32 gradi. A queste temperature le cozze cuociono nel loro guscio.
“Gli impatti dei cambiamenti climatici sulla natura e sulla società avranno conseguenze sempre più  devastanti se l’ aumento della temperatura globale entro il 2030 supera di 1,5 gradi i livelli preindustriali”  avverte IPCC, il Gruppo Intergovernativo di esperti sui Cambiamenti Climatici.
Solo i giovani, che hanno ormai acquisito una forte coscienza ambientale, sono consapevoli della necessità di azzerare l’uso di combustibili fossili, che sono la causa  dell’aumento di CO2 in atmosfera, per contenere il rialzo della temperatura media a 1,5 °C. Questo obiettivo tende però a sfuggirci ed è facile prevedere che le conseguenze del riscaldamento globale incideranno nella vita quotidiana di ogni cittadino e non solo nella produzione dei mitili. Le alterazioni climatiche influenzeranno le caratteristiche ambientali dei nostri mari ma anche l’abbondanza, la diversità, la produttività, la distribuzione delle specie.

Per creare una migliore informazione sugli impatti dei cambiamenti climatici sull’Ecosistema marino, la Fondazione Michelagnoli in collaborazione con la Camera di Commercio di Taranto, organizza il 12 maggio 2022 ore 10.00, a Taranto  presso la Cittadella delle Imprese, il WORKSHOP “LA MOLLUSCHICOLTURA IN UN MARE CHE CAMBIA. Impatto dei cambiamenti climatici”.

La resilienza dei molluschi ai cambiamenti climatici, le implicazioni per la sicurezza alimentare, l’occupazione e la sostenibilità della mitilicoltura, tra i temi del Workshop, stimoleranno la riflessione sulla necessità e l’urgenza della riduzione delle emissioni e della conversione ecologica della nostra economia.
Ad approfondire la tematica, dopo i saluti istituzionali dell’On.le Gianfranco Chiarelli, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Taranto, e dell’Amm. Fabio Ricciardelli, Presidente della Fondazione Michelagnoli, con il coordinamento di Salvatore Mellea Direttore Generale della Fondazione interverranno Piero Lionello – Ordinario di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia presso l’Università del Salento, Giovanni Coppini – Direttore Divisione Ocean Predictions and Applications del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici di Lecce, Giovanni Fanelli – Ricercatore presso CNR/IRSA Istituto di Ricerca sulle Acque, Leonardo Giangrande –  Presidente Confcommercio di Taranto e Giuseppina Marilia Tantillo – Professore Ordinario di Ispezione degli Alimenti presso l’ Università di Bari.    

AL MARTA MERCOLEDÌ 11 MAGGIO “TARAS E I DONI DEL MARE. OLTRE LA MOSTRA. CONVERSAZIONI SUL MARE E LE SUE RISORSE”

Preparato di laboratorio

“L’Istituto Talassografico di Taranto: più di cento anni di ricerche sul mare”

Il ciclo di conferenze “Taras e i doni del mare. Oltre la mostra. Conversazioni sul mare e le sue risorse” parte proprio dal cuore di Taranto e da una delle istituzioni scientifiche più antiche di Puglia: l’Istituto Talassografico intitolato ad Attilio Cerruti, fondatore nel novembre nel 1913 dell’antico Ispettorato Tecnico per la molluschicoltura.

Si avvia così l’11 maggio alle ore 18.00 il primo dei nove appuntamenti che on line, sulle pagine Facebook, Youtube e Linkedln del MArTA, ci condurranno nel viaggio verso il “Mare Nostrum”, voluto dal Programma Interreg V-A Greece-Italy, FISH&C.H.I.P.S. (Fisheries and Cultural Heritage, Identity, Participated Societies) con il coordinamento scientifico della direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, e dei professori Danilo Leone e Maria Turchiano dell’Università di Foggia.

A relazionare in questo primo appuntamento sarà la dott.ssa Ester Cecere, dell’Istituto Sperimentale Talassografico “A. Cerruti” di Taranto, sul tema “L’Istituto Talassografico di Taranto: più di cento anni di ricerche sul mare”.

Dopo un breve excursus sull’attività dell’Istituto Talassografico nella prima metà del secolo scorso, la presentazione verterà sugli studi effettuati negli ultimi quaranta anni – afferma la dott.ssa Ester Cecere – L’istituto, infatti, nel tempo è divenuto multidisciplinare e si occupa di biologia, ecologia, microbiologia e chimica marine nonchè di sostenibilità ambientale dell’acquacoltura e di economia circolare. In quasi 110 anni di ricerche, il suo contributo per la salvaguardia dei mari di Taranto e delle sue storiche attività produttive è stato di fondamentale importanza per la città come lo è oggi quello volto all’individuazione di nuove attività produttive e alla loro sostenibilità.

La conversazione con la dott.ssa Cecere ci condurrà sino all’interno dello storico edificio, sulle rive del primo seno del Mar Piccolo, che dal 1928 ospita l’importante istituto ora sede secondaria dell’Istituto per la Ricerca sulle Acque (IRSA).

IL CONSORZIO TUTELA DEL PRIMITIVO DI MANDURIA PER LA PRIMA VOLTA AL PROWEIN

Dal 15 al 17 maggio 2022 a Düsseldorf con una rappresentanza con 31 aziende

Dal 15 al 17 maggio 2022 il Consorzio Tutela del Primitivo di Manduria sarà per la prima volta tra i protagonisti del vino italiano alla fiera internazionale ProWein con ben 31 aziende, segno del grande interesse riscosso dalla doc Manduria in Germania, uno dei primi Paesi per l’export con un trend in continua crescita.

Il Consorzio di Tutela – l’unico consorzio pugliese presente- all’interno dello spazio Regione Puglia – Unioncamere (Hall 17 /E59- Desk 28) sarà a disposizione per far degustare le varie sfaccettature del Primitivo di Manduria.

“L’evento di a Düsseldorf  si conferma la manifestazione di punta del settore a livello internazionale e, dopo due anni di stop, questa edizione richiamerà sicuramente buyer, giornalisti e operatori da tutto il mondo. – dichiara Novella Pastorelli, Presidente del Consorzio Tutela del Primitivo di Manduria – Una bella vetrina per la nostra dop dove uno dei mercati di rifermento è proprio la Germania, qui il nostro vino raggiunge ottimi risultati assicurandosi una grande fetta del proprio export, circa il 25 per cento”.

“Il Primitivo di Manduria è una denominazione ben nota sul mercato vinicolo italiano, che gode di un elevato tasso di acquisto e di conversione ed è tra quelle a maggiore crescita sul mercato tedesco. – conclude Pastorelli – Il vitigno Primitivo nel suo insieme è molto popolare all’estero ma dobbiamo trainare la nostra doc, far conoscere la sua distintività. Come? Con una intesa e coordinata attività promozionale tra noi e le nostre aziende imbottigliatrici, bisogna far accrescere la credibilità del Primitivo di Manduria come vertice della piramide regionale del Primitivo. E noi siamo al ProWein per divulgare e far conoscere ancora di più la forza della Denominazione d’origine. Un lavoro che comunque le nostre aziende negli ultimi anni stanno facendo benissimo anni grazie alla loro capacità distintiva del singolo brand aziendale. Promozione sui mercati, d’Italia e del mondo, e tutela dei marchi, sono fondamentali per la crescita del nostro vino, e sono ormai i due ambiti di intervento più consistenti per il nostro Consorzio”.

ProWein 2022 offre una vasta gamma di vini e bevande alcoliche, offerta unica al mondo per la sua ampiezza. Vengono rappresentati i marchi leader del mercato così come importatori ed esportatori, agenzie commerciali, viticoltori selezionati o le regioni produttrici delle principali nazioni vinicole. Occasione imperdibile di accesso a scambi culturali e commerciali di respiro internazionale, la fiera ProWein è una vetrina eccezionale per tutti i vini italiani che negli anni si sono ampiamente affermati nel mercato internazionale.

VIA DI PALMA È IN “CAMPAGNA”

di Cinzia Amorosino

I due principali candidati a ricoprire la carica di Sindaco nelle prossime elezioni amministrative a Taranto hanno scelto di allestire le sedi dei propri comitati elettorali nella centrale Via Di Palma, nel Borgo Umbertino. I due quasi si fronteggiano, l’uno sul lato pari, l’altro sul lato dispari. Non sappiamo se in base ad una precisa scelta, o se solo per caso, i due locali commerciali vuoti da un pezzo per la crisi nel settore, che qui a Taranto si registra purtroppo anche in pieno centro cittadino, differiscono sensibilmente dal punto di vista tipologico. Quello di Musillo è aperto direttamente sulla strada con una struttura che si sviluppa in asse con la porta a vetri d’ingresso, consentendo anche dall’esterno la vista del grande tavolo collocato sul fondo, presieduto dal candidato. Ciò consente di riconoscere la presenza dell’aspirante Sindaco anche solo gettando uno sguardo fugace dalla via del passeggio (è tutta area pedonale) e, volendo, seguirne i dibattiti pur non rientrando nella schiera dei fedelissimi seduti sulle due file di sedie che occupano tutto lo spazio interno.

Il candidato Musillo, quando non impegnato a discorrere dalla postazione per così dire ufficiale, al tavolo dei relatori, ama intrattenersi in conversazione con sigaro acceso sulla antistante strada dello struscio e passeggiare con uno stuolo di sostenitori spingendosi fino alla via D’Aquino, dispensando sorrisi e strette di mano. Diversa la condizione di Melucci, la cui sede, due isolati più avanti, è accessibile attraverso un’area filtro costituita dal profondo androne di un condominio presidiato da un gruppo di fedelissimi. L’interno non è visibile dalla via Di Palma anche perché lo spazio impegnato ha una pianta a “T” e prosegue al primo piano con una sala incontri. Perciò quel che succede al suo interno si puo’ cogliere solo accedendovi. Ciò nonostante, le vetrine di quella che fino ad alcuni anni fa era una frequentatissima libreria, e che rivestono l’intero androne, esibiscono a grandi lettere il nome del candidato del quale, in corrispondenza dell’ingresso sulla strada, campeggia la gigantografia con volto sorridente baciato dal sole col mare sullo sfondo, associata allo slogan di lancio: “Il meglio viene adesso”.

Il candidato, a differenza del, per così dire, dirimpettaio, non ama passeggiare ed è raro scorgerlo sulla via Di Palma.

E’ immaginabile che le due postazioni tengano conto del fatto che Musillo necessiti di maggiore visibilità rispetto a Melucci, che essendo Sindaco uscente è già noto alla cittadinanza, mentre il primo, fatta eccezione per gli addetti ai lavori, rientra per i più nella schiera dei tanti Carneade, dal sorriso accattivante e preferibilmente a braccia conserte, che in questa tornata si candidano per le amministrative (per par condicio va detto che ciò valeva anche per Melucci nella precedente tornata elettorale). E’ pur vero che Musillo, che di nome fa Walter, ha a sua volta la sua gigantografia con lo slogan “Taranto grande dawero”, con la doppia v che allude al nome, facilitandone il riconoscimento e la memorizzazione (

complimenti all’addetto alla comunicazione).

Sta di fatto che la scelta della centrale via di Palma, principale asse commerciale del Borgo, trova concordi i due opposti candidati che, nella fattispecie come si è detto, offrono però due stili comunicativi e di rapporto con i cittadini – elettori completamente diversi.

I due tuttavia devono essere veri buongustai giacché le loro sedi, guarda caso, sono disposte, entrambe, di fronte a due frequentatissime rosticcerie.