CALANO LE CROCIERE A TARANTO, IMBARCHI CON COSTA MA OCCORRE ESSERE PIÙ ATTRATTIVI

di Mario Corrado

Calano gli approdi crocieristici a Taranto, bisogna essere più attrattivi perché la concorrenza, sempre più attrezzata, non resta a guardare. È stato da poco diramato ufficialmente il calendario della stagione crocieristica di Taranto che quest’anno vedrà in totale 36 toccate da parte di 8 compagnie, rispetto alle 45 dello scorso anno con 9 compagnie. Confermata la possibilità di imbarcarsi con Costa Crociere da Taranto, che da quest’anno inserisce nuove località greche (Cefalonia, Olimpia e Atene) oltre ai consolidati ritorni di importanti compagnie come la Tui Cruises e la P&O Cruises.

Gli itinerari più frequenti saranno quelli con la vicina Grecia. Ci saranno nuove compagnie come Princess Cruises, Crystal Cruises, Aida e una compagnia di lusso americana, il cui nome non è stato ancora comunicato, che però avranno un singolo approdo mentre tra le assenti ci sarà la Marella Cruises che è stata la prima compagnia ad inserire stabilmente Taranto tra i suoi itinerari dal 2017 e che lo scorso anno si è affacciata nel capoluogo ionico ben 10 volte. Negli ultimi 2 anni la crescita del traffico crocieristico si è stabilizzata, al termine di questa nuova stagione si prevede una flessione sulle persone movimentate, la prima da quando Taranto è entrata stabilmente nel circuito crocieristico e che ha avuto un un picco di 139511 passeggeri lo scorso anno (+0,7% sul precedente) e 51 approdi nel 2022. Calo di domanda? Non proprio visto che in Italia nel 2025 è prevista un’ulteriore crescita del movimento di crocieristi, circa 1 milione in più rispetto alla scorsa stagione, passando dai 14,1 ai circa 15 milioni. Che la domanda sia in crescita lo si nota anche dal vertiginoso aumento degli approdi a Bari (203 rispetto ai 167 del 2024). Taranto non sarà il solo porto pugliese a registrare meno scali, anche Brindisi ne conterà 11 in meno, con un totale di 52 accosti. Una spinta verso numeri maggiori la danno quindi quei porti, come Bari, che stanno ampliando e migliorando l’accoglienza ai passeggeri grazie a nuove infrastrutture, è infatti previsto entro quest’anno il secondo terminal passeggeri, moderno e polifunzionale. Crescono anche i piccoli porti come Monopoli con 31 crociere in calendario e Gallipoli che addirittura potrà ospitare le crociere della Explora Joureys, brand di lusso della MSC che ha lasciato Taranto a bocca asciutta da due anni.

E a Taranto?

Dopo aver ammodernato le banchine del molo San Cataldo e installato una struttura provvisoria che ha svolto dignitosamente il compito di terminal passeggeri, non si è saputo più nulla della struttura “fantasma” del centro polivalente Falanto di cui si attende il completamento da ormai 8 anni e che non è stato concepito per un flusso considerevole di passeggeri.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, insieme alla Taranto Cruise Port (controllata dalla Global Ports Holding, il più grande operatore indipendente di terminal crociere a livello globale), titolare di concessione demaniale marittima per l’occupazione e l’uso di aree demaniali marittime e di beni insistenti sul molo San Cataldo, starebbe pensando ad un nuovo terminal da costruire, se ne parla da due anni e intanto si punta a ridiscutere la concessione per mutate esigenze dovute allo sviluppo del traffico. Quel che è certo è che l’unica possibilità di imbarco e sbarco sarà garantito ancora almeno fino al prossimo anno da Costa Crociere con 16 toccate annue, le sole che possano contribuire davvero ad un interessante introito per tutto l’indotto grazie alla funzione di home port. Troppo poco per una città che potrebbe vivere di turismo tutto l’anno, grazie all’offerta paesaggistica e culturale di tutto il territorio, nonché ad un clima favorevole per questo settore, ma che per la maggior parte dei mesi vede le banchine desolatamente vuote. Possibile che non si possa attuare una politica di tariffazione competitiva per incentivare le compagnie a servirsi del porto di Taranto, strategico per determinate rotte? Meglio avere le banchine deserte? Oltre al nuovo terminal si attende anche l’elettrificazione delle banchine per consentire alle navi di spegnere i motori in porto, un’opera che speriamo non dover attendere per chissà quanti anni e che può rendere ancor più attrattivo il porto. Inoltre c’è da approntare una serie di migliorie sulla promozione dello scalo e del territorio e sull’accoglienza dei passeggeri in imbarco e sbarco, per non parlare dei fly&cruise dall’aeroporto di Taranto-Grottaglie, un servizio necessario se davvero si vuol pensare in grande. Lo si vuole realmente? In tema di traffico passeggeri ci sarebbe da tener conto anche di quello dei traghetti, a Taranto ignorato, snobbato, a volte anche osteggiato (da chi e da cosa?) che darebbe un contributo non indifferente alla diversificazione dei traffici portuali, anche e soprattutto in ambito merci, vista la scarsezza di traffico dei container e la costante ed inesorabile riduzione delle movimentazioni legate all’industria pesante. Nel frattempo a Bari si aggiunge un altro traghetto data la crescente richiesta e oltre al nuovo terminal si creano nuove banchine. Anche Brindisi a breve si doterà di un nuovo terminal e nuove banchine per il potenziamento di traffici traghetti e crociere, a noi quando toccherà?

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In allegato il calendario della stagione crocieristica 2025, immagini di AdSPMI

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