di Mario Corrado
Dopo la rettifica di Cma Cgm, che ha confermato la permanenza di Taranto nel servizio Bora Med, resta alta la tensione sul futuro dello scalo: il commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, ha convocato per l’11 agosto un vertice urgente con sindacati, istituzioni locali e rappresentanti delle categorie economiche per affrontare il crollo dei traffici e le criticità strutturali del porto.
La vicenda che nelle ultime settimane ha tenuto sotto pressione istituzioni, sindacati e operatori marittimi si è chiusa — almeno ufficialmente — con una rettifica: Cma Cgm ha spiegato che la toccata di Taranto sul servizio Bora Med non era stata eliminata ma che la pagina web non era stata aggiornata correttamente, e che al servizio è stata semplicemente aggiunta anche la tappa di Salerno. La rettifica non ha però spento le polemiche locali, né il timore di un progressivo isolamento dello scalo ionico anche perché già in passato la compagnia aveva sostituito Taranto con Salerno sulla rotta SSL Med.
Il quadro operativo è drammatico: secondo la ricostruzione fornita dalla stampa specializzata, il traffico containerizzato ha segnato una flessione pesantissima — nell’ordine dell’83% nel primo trimestre del 2025 — e le movimentazioni al Molo Polisettoriale si contano ormai a poche centinaia di container al mese nelle migliori ipotesi. È questo il dato che più preoccupa: senza linee regolari il terminal rischia di restare confinato a sporadiche toccate spot, perdendo valore per gli operatori e per l’indotto locale.
Sull’emergenza è intervenuto il commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, che ha posto l’accento sulla necessità di ripensare la missione del porto: «Il porto di Taranto deve essere strumento cardine per la realizzazione concreta del noto Piano Mattei», ha dichiarato, ribadendo la linea dell’intermodalità, del potenziamento della ferrovia alle spalle del terminal e del ruolo che l’aeroporto di Grottaglie può avere come hub cargo (e anche passeggeri) integrato con il porto. Per il commissario, il modello futuro deve uscire dall’idea di Taranto come mero scalo di transhipment e puntare su una rete integrata mare-ferro-strada.
A margine dell’escalation mediatica e delle proteste dei sindacati — che hanno chiesto tavoli urgenti con istituzioni e AdSP — Gugliotti ha convocato un vertice sul futuro dello scalo per l’11 agosto, incontro reso necessario dall’allarme sociale e dalla crisi dei traffici. La convocazione arriva dopo richieste di confronto avanzate dalle sigle confederali e dalle associazioni di categoria.
Nel dibattito locale ricorre una critica forte al concessionario del terminal container: Yilport, che ha firmato la concessione per il San Cataldo nel 2019, è accusata da sindacati e parti sociali di non essere riuscita a mantenere le promesse di rilancio e ad attrarre traffico stabile. L’Autorità di Sistema ha già dato avvio, nei mesi scorsi, a verifiche e a un incarico legale per valutare la possibile ricalibrazione della concessione: la revisione contrattuale è sul tavolo delle istituzioni. A cinque anni dalla firma, i risultati attesi non sono arrivati.
Non va dimenticato un fronte spesso sottovalutato: i flussi Ro-Ro e Ro-Pax — traghetti e servizi merci-passeggeri — che avrebbero potuto rappresentare una fonte stabile di reddito e di movimento per l’area, e che invece sono sviluppati con successo in porti concorrenti. Gugliotti stesso indica opportunità concrete sul fronte della cantieristica, della manutenzione navale e dei servizi alle navi (bunkeraggio, bacini, riparazioni) che Taranto può e deve recuperare, ma per farlo servono investimenti mirati, treni adeguati e politiche industriali coordinate.
La sintesi è netta e impone scelte: il “refuso” di Cma Cgm può aver evitato per ora lo spettro della perdita definitiva della rotazione, ma non cambia la gravità della situazione strutturale. Le richieste dei sindacati — incontro con AdSP, sindaco e parlamentari — e la convocazione del vertice da parte di Gugliotti segnano l’inizio (o la necessità) di una fase operativa: revisione della concessione, innesti di treni per il corridoio ferroviario, marketing per riportare traffico commerciale e un serio piano per i Ro-Ro/Ro-Pax e la manutenzione navale. Se non si agirà con rapidità e intraprendenza, il rischio è che Taranto resti sempre più periferica nelle rotte del Mediterraneo.
Il tempo delle promesse è scaduto, servono i fatti.
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In allegato rotta aggiornata del servizio Bora MED dal sito di CMA CGM e foto del terminal container e porto di Taranto da ADSPMI.



