
Il Mediterraneo come luogo di luoghi, connessi, interconnessi a cui ritornare come ri-inizio di civiltà in tempi certamente non facili e strattonati da tentazioni sovranistiche e da arroganti sfide di nuovi invasi potenti.
Il Mediterraneo è al centro di un importante progetto che unisce diversi partners del territorio jonico (Enti, Istituzioni, Associazioni) con la finalità di ritornare all’essenza di quella multiculturalità che ha caratterizzato il passato e che, con la sua ricchezza di culture, lingue, etnie, storie e tradizioni ha reso le terre bagnate da questo mare crocevia di scambi culturali. Con questo spirito da più di un anno questo gruppo di realtà tarantine sta lavorando per la realizzazione del progetto UNICORE 7.0, promosso dall’Alto Commissariato per Rifugiati dell’ONU per l’attivazione di corridoi umanitari per studenti universitari. Un percorso lungo ed articolato, fatto non solo di carte, protocolli ed intese, ma anche di visioni comuni di generatività, in un contesto attuale innegabilmente difficile.
Venerdì 23 gennaio 2026, a partire dalle ore 15:30 presso il Dipartimento Jonico UNIBA, in Via Duomo 259, Andrea Granelli – coautore con Elena Granata di Anima mediterranea. La leadership come arte della guida (Luca Sossella editore), sarà a Taranto in un incontro-seminario aperto alla Città. “Un’anima, quella mediterranea, che va ri-appresa in una paideia, in un itinerario di pensiero critico e di azioni costruttive”, scrivono gli autori.
In questo percorso Comune di Taranto, Provincia di Taranto, Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, Camera di Commercio Brindisi-Taranto, ASL Taranto, Istituto Superiore di Scienze Religiose Metropolitano S. Giovanni Paolo II, Caritas Diocesana, Fondazione Centro Educativo Murialdo, Fondazione Migrantes, C.I.O.F.S. Centro Italiano Opere Femminili Salesiane, Fondazione Taranto 25, Associazione A.B.F.O. e Centro di Cultura G.Lazzati, tutti sottoscrittori del protocollo d’intesa con l’Università di Bari del progetto UNICORE 7.0 promosso dall’Alto Commissariato per Rifugiati dell’ONU per l’attivazione di corridoi umanitari per studenti universitari, dialogheranno insieme.
“Creare una rete, rafforzare le identità, unire gli sforzi vuol dire raccogliere un’eredità da ri-guadagnare – afferma il presidente del Centro di Cultura per lo Sviluppo G.Lazzati Aps-Ets Taranto prof. Domenico Maria Amalfitano – come compito, come nuova idea di governance comunitaria e geopolitica, come nuova mappa di cittadinanza e di cittadinanze che s’intersecano fuori da ogni tentazione e deriva nazionalistica. Un Mediterraneo, che lontano da ogni approccio romantico, utopico e, senza arrendersi ad una dimensione tragica, spesso di morte, possa essere crocevia di nuovo pensiero, di rinnovata generativa civiltà”. Il libro contiene un nuovo pensiero civile, è un’opera di umanistica innovazione. Un’innovazione che si cerca e si pratica.
