LA STELE DI FELICLA: UN FRAMMENTO DI VITA DA MONTEPARANO

di Giuseppe Venuto *

Tra le testimonianze di età romana nel territorio tarantino, la stele di Felicla costituisce un documento di particolare interesse. Rinvenuta a Monteparano, presso la Chiesa della Madonna della Camera, e conservata a lungo nella Collezione Guarini, questa stele ci permette di avvicinarci non solo a un reperto archeologico, ma anche a una storia personale di duemila anni fa.

Realizzata in carparo locale e di dimensioni contenute (60 × 41 cm), la stele presenta un frontone triangolare nella parte superiore. Nonostante una scheggiatura sul lato sinistro, il testo è leggibile e ci racconta di Felicla, una donna morta all’età di 32 anni.

L’iscrizione, distribuita su sei righe, recita:

D(iis) M(anibus) S(acrum) Felicla vi x(it) an(nis) XXXII Tala[ss]us co(n)iugi b(e)n(e) m(e)r(enti) f(ecit)

“Sacro agli Dei Mani. Felicla visse 32 anni. Talassus fece (questo) per la moglie benemerita.”

Veniamo così a conoscere non solo una testimonianza epigrafica , ma il nome di una donna vissuta al tempo, gli anni che ha vissuto, e il marito che ha voluto ricordarla: un piccolo frammento della sua vita che ci raggiunge attraverso i secoli. La lacuna di due lettere al quarto rigo non ha impedito agli studiosi di ricostruire il nome del dedicante, restituendoci questa storia personale.

La formula iniziale “Sacro agli Dei Mani” colloca la stele in un contesto religioso e culturale preciso: in epoca romana, questo tipo di iscrizione serviva a dedicare il monumento agli spiriti dei morti, un gesto di memoria e rispetto, e al contempo a rendere pubblica la memoria del defunto. Studiata da importanti specialisti come Degrassi, Susini e Cagnat, e pubblicata su riviste scientifiche come Archeologia Classica, la stele di Felicla rappresenta dunque una fonte di valore storico e paleografico, offrendo informazioni dirette sulle pratiche commemorative e sulla società romana in Puglia durante il III secolo d.C.

* Archeologo

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