MEDIOCCIDENTE UN’ALTERNATIVA GEOGRAFICA, POLITICA, CULTURALE

Continua il percorso di formazione ed incontri sul tema: Mediterraneo mare tra le terre. Il Centro di Cultura per lo sviluppo G. Lazzati Aps-ets Taranto, la Camera di commercio di  Brindisi-Taranto e il Dipartimento Jonico UNIBA parleranno di confronto nell’epoca della crisi planetaria che ci attanaglia. L’occasione è data dalla presentazione del libro di Giuseppe Lupo : “MEDIOCCIDENTE  Un’alternativa geografica, politica, culturale” (Marsilio editore)mercoledì 15 aprile a partire dalle ore 15:30 nel Dipartimento Jonico in Via Duomo 259.

Introduce e modera l’evento: Ivan Ingravallo– Ordinario di Diritto Internazionale UNIBA.

Dialogano con Giuseppe Lupo:

Danilo Caputo– regista e sceneggiatore;

Giulia Galli-presidio del libro Dickens – il Granaio;

Francesco Moliterni-Ordinario di “Diritto dell’Economia e dei processi interculturali”UNIBA;

Claudia Sanesi -Segretaria Generale della Camera di commercio di Brindisi-Taranto.

Giuseppe Lupo  offre un’indagine e un viaggio,  un atlante, una mappa di luoghi;  consegna una declinazione dell’Occidente secondo un linguaggio che non è più quello a cui siamo stati abituati.Occidente, dunque, non dominio, ma relazione. Medioccidente  per un “tra” tra Occidente e Oriente.

La visione di Giuseppe Lupo provoca nuovi luoghi di convivialità e cittadinanza, come ad esempio  il progetto UNICORE (a cui i tre organizzatori dell’evento hanno  aderito) che prevede l’accoglienza di studenti universitari rifugiati.

Di seguito il commento di Domenico Maria Amalfitano, presidente del Centro di Cultura per lo sviluppo G. Lazzati.

Medioccidente è un libro necessario, generativo, di prossimità.

            Un’empatia di testimonianze, di esperienze di luoghi, di carismi: Venezia, Praga, Istanbul, Maratea,  San Giovanni in Fiore, Urbino e poi Olivetti, Illich, Milani, Lapira, Dolci, Le Corbusier,De Carlo, Don Giovanni Rossi, etc.

            Nuclei e semi di un Occidente diverso.

            Una ricognizione di grumi,di cellule rigenerative, non esaustiva, che va ancora di più esplorata e perseguita (questo è un compito che ci interpella e ci impegna!)perché l’Occidente ha bisogno di essere diverso dall’attuale esito.

             Il modello, oggi dominante, non esprime, deforma quello che l’occidente dovrebbe essere: l’auspicato Medioccidente.

            L’Occidente sotterraneo, che sospende ogni relazione di dominio, ogni istanza di potenza, ogni riduzionismo, ogni paradigma insopportabile (vinco io, perdi tu!)ha bisogno di rivelarsi per liberare ciò che è già. Il tutto per una nuova narrazione, per il non ancora che preme.

            Di fronte ad un Occidente che annaspa; c’è un altro Occidente, quello del futuro anteriore, quello dell’avrò fatto.

            Non è un’acrobazia, è una diversa intelligenza della storia, quella lineare: intercettare semi già piantati per un futuro, che potrebbe essere già iniziato.

            Una grande operazione culturale e storiografica: l’antropologia del futuro anteriore.

            Nel futuro, quello che già c’è nel passato sospeso…occultato, ma vivo.

            E’ questa l’operazione di Giuseppe Lupo, recuperare una memoria, dando indizi certi e sicuri, non solo storici.

            A margine, dieci parole nel loro interagire per disegnare il Medioccidente: persona, comunità, responsabilità, solidarietà, etica, sacralità, memoria,dialogo, contaminazione, terza via. Le categorie del nuovo inizio epocale.

            Giuseppe Lupo si rivela davvero uno scrittore civile, unoscrittore civile, che ciinduce ad una visione complessa,non lineare, ad un impegno cognitivo non da poco, ad operare e ad agire per una democrazia culturale e per una diplomazia di comunità e di popoli.

           

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