Massafra: vertenza assistenza fragili

Assistenza alle fragilità Ambito di Massafra.

Ora sul servizio e i lavoratori anche il peso dell’interdittiva antimafia sul Consorzio Nestore aggiudicatario dell’appalto. Venerdì 16 settembre vertice in Prefettura

Assume sempre più i contorni di una valanga la vertenza che riguarda i lavoratori e le famiglie utenti dei servizi del Centro Ascolto Famiglie, dell’Assistenza domiciliare educativa, del segretariato sociale e del programma di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori, dell’ambito di Massafra.

Lo si capisce dalle dichiarazioni rese questa mattina dalla segretaria della funzione pubblica CGIL, Tiziana Ronsisvalle, nell’ambito della conferenza stampa presenziata anche dall’avv. Luca Bosco e da una delegazione dei lavoratori del settore.

All’inizio si erano rivolti a noi solo 13 lavoratori, poi la vertenza si è allargata a macchia d’olio, perché tutti i servizi dell’appalto in questione verso le fragilità di questo ambito, che ricordiamo comprende il Comune capofila di Massafra, ma anche i territori di Palagiano, Mottola e Statte, risentono di una comune precarietà delle condizioni di lavoro e di incertezza economica e sul futuro stesso dell’appalto – dice la Ronsisvalle.

Il quadro sintetizzato dalla segretaria della Funzione Pubblica è nitido: ritardi anche di due mesi nel pagamento degli stipendi, utenze telefoniche tagliate, servizi sospesi, e condizioni di insalubrità di alcuni degli uffici deputati al servizio.

E’ il Consorzio Nestore aggiudicatario dell’appalto ad essere attenzionato, ma la Funzione Pubblica punta l’indice soprattutto nei confronti della Pubblica Amministrazione.

La Pubblica amministrazione – spiega l’avvocato Luca Bosco – non può contrarre con società o cooperative ad esempio attinte da provvedimenti come una interdittiva antimafia, com’è accaduto proprio al Consorzio Nestore, perché proprio quell’interdittiva malgrado sia una misura cautelare, di fatto limita la capacità giuridica della società che ne è oggetto.

Insomma il futuro di oltre 50 lavoratori, e di un migliaio di famiglie in condizioni di fragilità, è appeso al filo di un appalto opaco su cui la stessa CGIL alcune settimane fa aveva acceso un faro chiedendo proprio al Comune di Massafra di esprimersi sia in favore dei lavoratori, estensione dirette della Pubblica Amministrazione, e delle famiglie utenti.

Spesso l’interdittiva è prodroma di un rischio di fallimento – commenta ancora l’avvocato Bosco – e pertanto è legittima la nostra preoccupazione relativa al futuro dei lavoratori e del delicato servizio che svolgono.

Il prossimo venerdì 16 settembre siamo stati convocati dal Prefetto – dice Tiziana Ronsisvalle – e speriamo che in quella sede anche la pubblica amministrazione, che a nostro avviso dovrebbe internalizzare il servizio, assuma la responsabilità civile ed etica di mettere in sicurezza quel servizio e gli stipendi dei lavoratori.

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