SETTEMBRE CONFERMA L’ANDAMENTO NEGATIVO PER IL TURISMO A TARANTO

di Piero Piliego

Se, come dice Agatha Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, esistono prove schiaccianti che a Taranto il turismo nel 2023 è stato un flop, nonostante le dichiarazioni di successo di palazzo di città.

Il primo indizio è costituito dal consuntivo dell’Osservatorio regionale pugliese del turismo dei primi otto mesi del 2023 (presentato al TTG di Rimini), che vede Taranto in decrescita rispetto allo scorso anno, e in coda in una Puglia che al contrario è stata premiata, con ua crescita del turismo internazionale del + 14% delle presenze (pernottamenti) e del + 20% arrivi, rimanendo stazionaria sul flusso dei turisti italiani.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=918224493106877&id=100047580051250

Il secondo indizio è il numero di pernottamenti nelle strutture ricettive nei mesi da giugno a settembre. Il dato è stato ricavato da quanto comunicato direttamente dal comune di Taranto in merito agli introiti provenienti dalla tassa di soggiorno, quella che si paga per ogni notte di soggiorno in una struttura ricettiva.
Il comune di Taranto ha incassato nel mese di Giugno euro 20.560 di tassa di soggiorno, nel mese di Luglio euro 22.960, nel mese di agosto euro 27.739,50 e nel mese di settembre euro 13.781, per un totale di 85.052,60 euro. Quindi, considerato che per ogni pernottamento il comune incassa 2 euro, da giugno a settembre si sono registrati 42.500 pernottamenti, ogni notte quindi le strutture ricettive hanno ospitato 354 turisti. A settembre, con la Sail Gp, costata ai tarantini circa 7 milioni di euro, a Taranto hanno dormito 6890 turisti, 229 al giorno. Altro che alberghi pieni.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=926982802231046&id=100047580051250

Il terzo indizio sono le recensioni che chi visita Taranto riporta sui siti specializzati. Recensioni che solitamente raccontano di una città bella, ma sporca e decadente. Recensioni tanto importanti che questa estate una di queste ha dato origine ad un’acceso dibattito, suscitando anche l’indignazione di qualche assessore.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=885321573063836&id=100047580051250

La “bellezza” a Taranto è merito solo della sua storia e della buona volontà e sacrificio di tanti privati. La semina della rinascita annunciata nel 2017 sembra non aver germogliato e la diversificazione dell’economia tanto decantata anche in questi giorni, sembra restare solo una promessa.

Lascia un commento