TARANTO DIVENTA UFFICIALMENTE HUB DELLA CANTIERISTICA EOLICA OFFSHORE

di Mario Corrado

Chiariamo subito, questa attività non prevede l’installazione di nuove pale eoliche a Taranto ma solo la costruzione e l’assemblaggio di componentistica per piattaforme eoliche galleggianti che saranno installate in mare aperto altrove.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ufficialmente inserito il Porto di Taranto tra le aree demaniali marittime destinate alla realizzazione e allo sviluppo della cantieristica navale per l’eolico offshore. Questo decreto, frutto di una sinergia fra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Economia e delle Finanze e Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, segna una svolta decisiva: Taranto si prepara a diventare un polo strategico per l’assemblaggio, il varo e la manutenzione di piattaforme galleggianti.

L’investimento complessivo previsto ammonta a 78,3 milioni di euro, distribuiti tra il 2025 e il 2027. Queste risorse finanziano l’adeguamento urbanistico del Piano Regolatore Portuale, già approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e la realizzazione delle nuove infrastrutture necessarie a supportare le attività di cantiere destinate all’eolico offshore.

Sul fronte occupazionale, le stime di settore indicano che un cantiere eolico offshore può apportare 800–1200 posti di lavoro diretti, tra operai specializzati, tecnici di cantiere e personale logistico. A questa cifra si sommano altri 2000–3000 posti nell’indotto provenienti da fornitori di componentistica, società di ingegneria, operatori logistici, servizi di manutenzione e personale amministrativo, per un totale stimabile di oltre 4000 nuovi occupati nel solo territorio tarantino.

Il commissario straordinario dell’AdSP del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, ha definito il progetto “un’occasione irripetibile per consolidare lo scalo ionico come catalizzatore di nuove filiere produttive, generando occupazione qualificata e crescita sostenibile per il territorio”. Grazie a questo piano, Taranto potrà puntare su una diversificazione industriale integrandola con i nuovi scenari delle energie rinnovabili, favorendo una riconversione “green” capace di restituire dignità al lavoro e slancio all’economia locale.

Resta da capire se e quanto l’area marittima demaniale interdetta per la cantieristica offshore possa limitare il traffico navale (zone evidenziate in rosso sulla mappa). Vogliamo ricordare come Zanetti, presidente di Confitarma e Amministratore Delegato di Costa Crociere, intervenendo all’Assemblea di Confitarma, abbia ribadito con nettezza il ruolo imprescindibile dei traffici marittimi per un porto: «Il porto deve guardare la nave. Solo così può essere garantita la sopravvivenza della portualità nazionale.»

Con questa affermazione, Zanetti sottolinea che un porto esiste e prospera soltanto se assicura il passaggio e l’accoglienza delle navi: senza traffico navale, sia di merci sia di passeggeri, un’infrastruttura portuale perde completamente la sua ragion d’essere.

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