Il Ponte di Punta Penna, un balcone sul Mediterraneo

di Silvana Giuliano

Ѐ stato presentato, a Taranto, nella Sala degli Specchi del Palazzo di Città, il progetto “Aldo Moro: il pensiero del ponte”. Nel Mediterraneo prospettive a Mezzogiorno. Il progetto, che si articolerà in varie città,  prende spunto dal punto di vista indicato nel 1972 da Aldo Moro, il Mediterraneo mare d’Europa. Lunedì 5 dicembre alle ore 17:00 presso la Biblioteca Acclavio il primo appuntamento.

All’incontro hanno partecipato Piero Bitetti, presidente del Consiglio comunale di Taranto, l’architetto Alfredo Foresta, la prof.ssa Letizia Carrera dell’Università di Bari,  Angela Tanzarella presidente dell’associazione Unire Taranto e Guido Gentile giornalista e critico cinematografico. In video conferenza è intervenuta, da Roma, la prof.ssa Paola Veronica Dell’Aira dell’Università La Sapienza.

Entusiasta del progetto Piero Bitetti “Dovrò concludere – ha commentato – i lavori di questo importante convegno, anzi di una serie di convegni che partono da Taranto e che riguarderanno un’opera importante non soltanto dal punto di vista infrastrutturale, ma soprattutto dal punto di vista culturale, che è il Ponte Punta Penna Pizzone dedicato allo statista Aldo Moro. Sono felice di poter trattare questo argomento innanzitutto perché parliamo della nostra città, uno dei posti più belli al mondo. Sono coinvolte due importanti università Uniba e La Sapienza di Roma, grazie ai docenti coinvolti sono stati lanciati dei contest per approfondire tramite i dottorandi degli approfondimenti che riguardano non solo l’opera in quanto tale, ma tutto il resto  dal punto di vista antropologico, sociale, ed anche economico, con un’attenzione particolare al territorio e uno studio approfondito nei dettagli che ci darà la possibilità di poter conoscere sicuramente il passato, di vivere il presente, ma soprattutto di avere una vision di futuro. Sono grato alle docenti impegnate in questo percorso che vedrà Taranto al centro di un dibattito che rivestirà carattere nazionale. Colgo di buon grado il lancio di un’iniziativa “AAA  cercasi immagini del ponte”, grazie alle quali potremo mettere insieme documenti importanti per produrre un docufilm a proposito della nascita del ponte e sollecitare la comunità tarantina ad interessarsi all’argomento”.

 “Questo progetto – ha commentato la prof.ssa Carrera – rappresenta una visione, l’idea è quella di ricostruire una sorta di architettura narrativa che possa raccontare il progetto che c’è su questa città, o per meglio dire il progetto che questa città ha su se stessa, perché Taranto è un laboratorio ed è una città che sta lavorando molto, una sfida come l’ha definita la prof.ssa Dell’Aira. Uniba, parteciperà con grande interesse e disponibilità su questo territorio, che noi  stessi di Uniba sentiamo già nostro, perché siamo qui con il Dipartimento, sentiamo di giocare in casa per la nostra casa. L’apporto più specifico, ha aggiunto,  sarà quello di attivare una rete di laboratori, pensati per i cittadini, quindi un’idea di Università che va oltre i propri confini fisici e simbolici quindi  che entra nella città, veramente un modello diffuso di università e di occasioni laboratoriali pensati per i cittadini, sia in termini tematici sia la stessa struttura del laboratorio sarà molto dialogica. L’ occasione sarà doppia , perché da un lato il proposito è quello di garantire un coinvolgimento delle comunità e aumentare il capitale culturale umano presente sul territorio, ma dall’altro c’è un’idea delle comunità competenti che sono in grado di esprimere i propri bisogni e i propri progetti, quindi raccoglieremo molto e speriamo di saper dare altrettanto.”

“Taranto è una città coraggiosa, ha dichiarato in video conferenza la prof.ssa Dell’Aira, una città che ha sempre saputo affrontare le difficoltà con coraggio e con il cuore soprattutto, non si è mai avvilita. Sentiamo girare la parola resilienza, non si usi più questa termine perché la parola significa resistere passivamente, opporre muro a muro. Taranto invece li scavalca i muri, per questo città sfida. Inoltre, questa piccola città è particolarmente baldante. Si è congratulata infine con gli organizzatori ben felice di collaborare in questa sperimentazione che ci darà il modo di essere in prima linea sul piano sperimentale su spazi innovativi e i ragazzi si divertiranno e intravederanno il loro futuro, potranno disegnarlo, sognarlo e sperarlo”.

Per l’architetto Foresta, promotore dell’iniziativa, “Il ponte di Punta Penna è il balcone che la storia ha donato a questa città, il balcone del Mediterraneo; Taranto non è uno slogan, ma è la città magna, così l’ha definita chi venendo dalla patria della cultura ha definito questa terra una terra magna, una terra grande. Questa città ha delle grandi potenzialità e quel ponte è una occasione unica per guardare in un futuro già presente. 45 metri di altezza su due mari, una passeggiata ciclopedonale, una balconata che guarda all’orizzonte oltre la storia, io penso che rappresenti un unicum nel solco della Città Magna. Lo meritano i ragazzi di Taranto, lo merita il Mezzogiorno, lo merita l’Europa che deve considerare il Mediterraneo il mare d’Europa come ha detto un nostro conterraneo che ha studiato a Taranto, al secolo Aldo Moro. A distanza di anni il ponte deve essere ricontestualizzato rispetto alle nuove dinamiche di sostenibilità, un ponte pensato a cavallo degli anni 60-70, oggi è cambiato il sistema di vita abbiamo esigenze ambientali straordinarie, deve essere ripensato oltre ad un’infrastruttura. L’infrastruttura  è la massima umanizzazione di un territorio, il ponte è ciò che i Romani hanno declinato unendo il vecchio continente. L’Impero romano era già l’Europa unita”.

È coinvolto in questo affascinante percorso anche il giornalista e critico cinematografico Guido Gentile che da anni opera sul territorio. Terrà una lezione di cinema e architettura (anche se lui preferisce chiamarla conversazione) e collaborerà alla realizzazione del documentario. Nel corso della conferenza stampa ci ha anticipato che per la sua conversazione (che dovrebbe tenersi nei primi mesi del nuovo anno) ha già individuato 165 momenti diversi della storia del cinema dove il ponte è stato ritratto. “Conoscendo i miei ritmi – ha aggiunto – è probabile che per l’incontro saranno diventati oltre 200”. Ma a dispetto del numero delle clip (scene tratte dai film individuati, ndr) preparate, la conversazione non sarà un elenco dei ponti più belli del mondo ma, come sua consuetudine, avrà un’impostazione circolare. Nel corso dell’appuntamento previsto per il 5 dicembre Guido Gentile presenterà un trailer, un suo omaggio “ai ponti” visti attraverso il cinema.

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