UN ALTRO POSSIBILE CASO COVID-19 IN ARCELORMITTAL SECONDO IL CONSIGLIERE BATTISTA

Il consigliere del Comune di Taranto Massimo Battista, informa attraverso i social di un altro possibile caso di positività al covid19 di un operaio ArcelorMittal. Il consigliere riferisce che:
“Un lavoratore ex/ilva ieri (11/4/20) ha terminato il secondo turno di lavoro alle ore 23,00 in acciaieria/2 reparto convertitori con la mansione addetto affinazione, rientrato a casa ha cominciato ad avvertire febbre. … in serata il lavoratore è stato trasportato all’Ospedale Moscati in attesa del tampone. Nel frattempo i compagni di squadra sono stati messi precauzionalmente a riposo …”. Oltre ad auspicarci che il tampone dia esito negativo ed a fare gli auguri all’operaio coinvolto, ci chiediamo se, a parte i colleghi di turno, siano stati messi a riposo tutti gli operai che hanno avuto contatti con il potenziale contagiato. Pensiamo a coloro che potrebbero avere incontrato sui bus interni ed esterni, nello spogliatoio, in mensa, il paziente Ilva1, anche perchè non sono chiari i protocolli utilizzati nello stabilimento e quali e quanti dpi, guanti, mascherine, ecc. siano forniti agli operai.
Vogliamo ricordare che questo dovrebbe essere il terzo caso tra gli operai dello stabilimento, ma c’è chi dice siano di più. Infatti il 27 marzo c’è stato un primo caso di positivitá accertata nello stabilimento ArcelorMittal, quando un operaio del turno di notte fu inviato a casa in taxi a seguito di uno svenimento e di uno stato febbrile. Ed è di soli due giorni fa la notizia di un secondo caso accertato registrato da parte di un operaio dello stesso reparto del primo. Ma se è certo il legame tra i primi due casi, bisognerebbe capire se questo presunto terzo caso ArcelorMittal sia riconducibile ai primi due o abbia origini differenti. Ma soprattutto preoccupa molto il fatto che oltre 5000 persone continuino ad alternarsi nello stabilimento ArcelorMittal nei tre turni di lavoro. Cinquemila persone che ogni giorno transitano in spazi comuni e si spostano in massa su mezzi comuni, cinquemila persone – come una piccola cittadina – che però nel caso degli operai ad ogni fine turno si distribuiscono in tutta la provincia, e oltre, ed incontrano le loro famiglie, altre persone. Cinquemila persone, più o meno quanti gli abitanti di Castiglione D’Adda, uno dei comuni della prima zona rossa lombarda e più di Vò Euganeo, un altro dei comuni da cui è partito il coronavirus, che ne conta circa 3300. Ma mentre questi comuni sono stati chiusi, e tutta Italia è chiusa da settimane, con molte attività che probabilmente non potranno più riaprire, nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto si continua a produrre, e ad ammassare ogni giorno 5000 persone. Gli unici cantieri chiusi da ArcelorMittal sono quelli che riguardano le opere di adeguamento all’Aia, le uniche finalizzate a limitare gli effetti dell’inquinamento e le uniche non finalizzate alla produzione.

Piero Piliego

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