DEPURATORE MANDURIA SAVA, NON È NECESSARIO SCARICARE NEL BACINO DI TORRE COLIMENA

In merito alla questione del depuratore di Manduria-Sava, riportiamo le osservazioni di Salvatore Luigi Baldari, Presidente Associazione Casa Dell’Evoluzione, e le sue perplessità in merito a quanto Aqp sta portando avanti in questi giorni. Baldari inoltre propone un’alternativa meno invasiva per territorio e popolazioni. Questa la sua posizione. “Per il depuratore di Manduria-Sava la richiesta di Aqp di procedere in deroga al Piano Paesaggistico, per poter coinvolgere anche il Bacino di Torre Colimena, è il finale più tragico che potevamo immaginare. Una soluzione alternativa che non è mai stata presa in considerazione dagli organi competenti, nonostante sia validata da studi ed analisi scientifiche, che ne evidenziano anche gli enormi vantaggi economici ed ambientali è l’impiego di cave dismesse come bacino di accumulo dell’acqua depurata, in sostituzione sia dello scarico emergenziale previsto nel Bacino di Torre Colimena che delle vasche Arneo. Tra l’altro è la stessa Regione, con la Legge Regionale n.22 del 5 Luglio 2019, che lo consente e non ci sarebbe quindi bisogno di alcuna deroga. In questi giorni una diretta di Alessandro Scarciglia ha riacceso i riflettori sulla questione del depuratore di Manduria-Sava. E condivido pienamente la sua richiesta di moratoria, per rimandare ogni tipo discussione tecnica al termine di questa emergenza, quando tutti saremo tornati alle nostre consuete quotidianità. Qualche settimana fa avevo rilanciato l’idea di inserire, nel tavolo programmatico del Cis, il tema di un sistema unico di riutilizzo delle acque reflue depurate, per l’intera provincia di Taranto. E, da fonti attendibili, mi risulta, che qualche primo passo in questa direzione si sta iniziando a muovere. Un capitolo a parte, che corre lungo altri binari, con altre tempistiche e che non guarda in faccia neanche la terribile attualità, purtroppo, si sta rivelando il depuratore di Manduria-Sava. La richiesta di Aqp di procedere in deroga al Piano Paesaggistico, per poter coinvolgere anche il Bacino di Torre Colimena, è il finale più tragico che potevamo immaginare ed ha immediatamente provocato forti reazioni del Circolo Legambiente di Manduria e di tutti gli altri Comitati attivi sul territorio. A nulla sembra siano serviti anni di manifestazioni, confronti e studi scientifici. Eppure il proprietario di una cava, che si trova a 5 Km da Manduria, non lontana dal costruendo depuratore, dotata di una capienza di 2 milioni di metri cubi, detta “Le Monache”, nel Settembre 2019, per mezzo Pec, ha manifestato spontaneamente la propria disponibilità ad Aqp. Ma oggi la decisione è quella meno vantaggiosa in termini economici, ambientali, paesaggistici  e più invisa alle popolazioni locali, perché, ci sono forse altri interessi da tutelare, prima ancora di quello essenziale di fornire il territorio di un sistema di depurazione efficiente, moderno ed ecocompatibile? Perché la stessa speditezza con cui si sta procedendo negli iter per il depuratore, nel pieno dell’emergenza sanitaria, non si stia imprimendo anche ad altre questioni strategiche ed auspicate dal territorio, su tutte la Bradanico-Salentina.”

PP

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