La coerenza non paga, breve storia di un sindaco indeciso

Secondo quanto dichiarato in settimana dal sindaco Rinaldo Melucci, Taranto sarà “l’emblema del Green New Deal Italiano”, cioè del “nuovo patto verde”, che in maniera più ampia significa la “risposta” – con misure concrete, nuove leggi e investimenti da realizzare nei prossimi trent’anni – all’emergenza dei cambiamenti climatici, quel patto verde del quale si parla in Europa con un ambizioso progetto.
Ma torniamo alle dichiarazioni del primo cittadino a proposito del futuro dell’Ilva e delle decisioni del governo in merito: “Il Recovery Plan è l’occasione irrinunciabile che ha Taranto per avviare il percorso di decarbonizzazione della grande industria, innescando quella transizione ecologica sulla quale lavoriamo da anni e che finalmente entra nell’agenda del Governo”.
Abbiamo voluto ripercorrere le dichiarazioni del primo cittadino degli ultimi mesi.
Ricordiamo che il piano del governo, quello che oggi il sindaco Melucci definisce “irrinunciabile”, prevede una produzione a ciclo integrale (ritenuta incompatibile con la vita umana dal sindaco Melucci il 29 giugno 2020), un aumento della produzione ad 8 milioni di tonnellate annue (inaccettabili per il sindaco Melucci il 14 novembre 2020), di cui 2,5 tonnellate con forni elettrici e 6,5 tonnellate con forni tradizionali, quindi con un’area a caldo a pieno regime. Area a caldo che il sindaco di Taranto reputava necessario chiudere il 4 dicembre 2020.
Queste le dichiarazioni ufficiali con i link per chi volesse approfondirle.

  • Il 29 giugno 2020 Melucci si dichiarava contrario al ciclo integrale scrivendo: “non so a cosa si riferisca il Presidente Giuseppe Conte nel suo ultimo post sui social, io resto alle sue parole a Taranto lo scorso Natale, erano parole di svolta verde per la comunità, non di acciaio a ciclo integrale, ormai dichiaratamente incompatibile con la vita umana dovunque in Italia ed in Europa”. (https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1696883697116656&id=989066537898379)
  • Il 14 novembre 2020 Melucci invece ritiene non attuabile una produzione ad 8 milioni di tonnellate annue, proponendo addirittura un bizzarro arretramento dello stabilimento: “noi continuiamo fermamente a respingere l’ipotesi di uno scellerato piano industriale concordato in gran segreto a Milano, un piano che ancora prevedrebbe 8 milioni di tonnellate di produzione senza alcuna garanzia di conversione tecnologica e arretramento degli impianti, di valutazione del danno sanitario e di avanzamento delle bonifiche sul territorio, di riqualificazione degli esuberi nel quadro di un serio accordo di programma. Se questo è il green deal che avrebbe in mente il Governo per la nostra comunità la delusione è davvero grande”. (https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1824365737701784&id=989066537898379)
  • Il 4 dicembre 2020, nel chiedere l’istituzione di un tavolo per un accordo di programma (mai concesso dal governo) il sindaco di Taranto arriva addirittura a pretendere la chiusura dell’area a caldo: “L’Accordo di Programma dovrà contenere le previsioni necessarie alla chiusura delle lavorazioni siderurgiche a caldo dell’acciaio, il riassetto e lo sviluppo di lavorazioni siderurgiche carbon free in attuazione del piano industriale”. (https://press.regione.puglia.it/-/accordo-di-programma-su-taranto-il-9-dicembre-la-costituzione-del-tavolo).
    Il 9 dicembre il sindaco compie un gesto plateale consegnando al Prefetto la fascia tricolore, con al seguito altri sindaci del territorio ed il Presidente della Provincia Gugliotti, e successivamente, dopo l’ennesima piccola vittima del cancro, avvolge in segno di lutto un lenzuolo nero intorno alle colonne doriche.
    Resta quindi incomprensibile cosa sia accaduto al sindaco Rinaldo Melucci ed in particolare cosa lo abbia portato nell’arco di un solo mese, ad abbandonare l’idea di chiusura dell’area a caldo e passare all’entusiasmo per le scelte di un governo che fino a pochi giorni prima criticava aspramente.
    Avrà chiesto indietro la sua fascia tricolore o esporrà un altro drappo nero per la morte di un ennesimo bambino della sua città?
    La Coerenza non abita da queste parti.

di Piero Piliego

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