SVENTATO UN TRAFFICO ILLECITO DI REPERTI ARCHEOLOGICI. RECUPERTI DAL COMANDO CARABINIERI OLTRE 2000 PEZZI

di Silvana Giuliano

A Taranto e dintorni c’è indubbiamente tanto ancora da indagare e scoprire delle testimonianze della storia antica di Taras – Tarentum. E occorre farlo prima che arrivino i “tombaroli” oppure si scavi e si distrugga.

Un tesoro archeologico ricco di oltre 2000 reperti, risalenti al periodo compreso tra il VI e il II secolo a.C., è stato recuperato grazie all’intensa e complessa attività investigativa condotta, in Italia e all’estero, dai Carabinieri della Sezione Archeologia del Reparto Operativo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Carabinieri della Procura della Repubblica di Taranto e coordinata dalla medesima Procura della Repubblica. Alla conferenza stampa, tenutasi presso la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, ex Convento di Sant’Antonio, erano presenti il Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Taranto, Dott. Marco Colascilla Narducci, il Procuratore Aggiunto, Dott. Maurizio Carbone, il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale Roberto Riccardi e la Soprintendente dott.ssa Barbara Davidde, della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo.

“L’indagine – ha dichiarato Maurizio Carbone – è partita attenzionando un sospettato che si spostava, con una certa frequenza, da Taranto verso alcuni paesi europei quali Germania, Belgio, Olanda e Svizzera. Questi viaggi hanno destato il sospetto, che commettesse delle attività illecite e attraverso dei controlli mirati, abbiamo accertato che i suoi movimenti erano dovuti al fatto che portava all’estero importanti reperti archeologici dal valore inestimabile e trafugati, in particolare, dai siti del territorio ionico per poi commercializzarli nel mercato clandestino vendendoli al miglior offerente e ricavandone dei profitti illeciti. Alcuni siti sono stati individuati, ma in molti casi purtroppo non è stato possibile. Questa operazione è la dimostrazione di una Giustizia concreta di un coordinamento fra Forze di Polizia, Magistratura e Interpool che ha consentito questo importante recupero. I reperti sono ben conservati, segno che il trafficante voleva ricavarne il massimo profitto”.

Il trafficante partiva in treno da Taranto e, attraversata l’Austria, arrivava a Monaco di Baviera, città dove pernottava per poi proseguire il viaggio, sempre in treno, verso Bruxelles. La scelta di viaggiare con quel mezzo per raggiungere destinazioni così lontane, piuttosto che utilizzare l’aereo ha fatto intuire che si trattasse di un espediente per eludere eventuali controlli di polizia. Il viaggio in aereo avrebbe inoltre comportato la consegna del bagaglio che doveva essere poi imbarcato nella stiva.

“Sono pezzi di particolare pregio – ha affermato il Generale Roberto Riccardi – la maggior parte dei sequestri è avvenuta in due circostanze, la prima in Belgio in un’abitazione di Bruxelles, che era nella disponibilità dell’indagato, la seconda in un deposito in provincia di Taranto. Gli autori degli scavi sono complessivamente tredici persone raggiunte adesso da un provvedimento di chiusura delle indagini preliminari per associazione a delinquere, ricettazione, scavi clandestini e esportazione illecita, sono persone che facevano questo abitualmente, sono uomini e donne di età avanzata, che svolgevano questa come attività a tempo pieno; gli acquirenti invece sono collezionisti e galleristi in grado di rivendere ad altri clienti gli oggetti”.

Per l’occasione, nel chiostro del convento, è stata allestita un’esposizione, fra gli oggetti spiccano un elmo corinzio in bronzo, numerose ceramiche a figure rosse, ceramiche miniaturistiche, ceramiche votive, corredi funerari, utensili in bronzo, ma anche orecchini e monete.

“Devo ringraziarvi – ha dichiarato Barbara Davidde – per l’impegno con cui avete condotto queste indagini, sono stati anni lungi e difficili, anni in cui avete lavorato moltissimo, ma il sacrificio di tutti gli uomini coinvolti è ripagato oggi con la presentazione dei reperti. Quando saranno chiuse le indagini e i reperti saranno studiati e restaurati spero di poterli condividere con la città e farli conoscere al pubblico dal punto di vista archeologico, ma anche per rendere ancora più importante l’impegno di tutti gli uomini che si sono prodigati in questa operazione di recupero. Questi reperti, se fossero stati ritrovati nel corso di scavi archeologici, avrebbero potuto fornirci ulteriori notizie utili per la storia del territorio e della civiltà magno-greca. E’ importante lo studio che sarà fatto su questi reperti a cura del perito nominato dalla Procura, questo ci permetterà di analizzare nel dettaglio i materiali utilizzati e di ricostruire quanto possibile il contesto di appartenenza degli oggetti“.

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Foto di Cinzia Amorosino

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