GEMELLAGGI SI O NO. VANTAGGI PER TARANTO? INTANTO L’ALBANIA CI FA CONCORRENZA

di Cinzia Amorosino

Correva l’anno 1964: del primo gemellaggio fra la città bimare ed una straniera – la francese Brest – non resta che un cartello stradale, la foto di una nave scuola davanti ad un castello (un’evocazione del castello Aragonese tarantino con la Vespucci attraccata davanti) e le comuni tradizioni militari delle due Marine.

Molto più di recente il gemellaggio Taranto Sparta che vide il sindaco Ippazio Stefàno

incontrare l’omologo spartano Mario Tzortzakis, con esibizione di cassetta contenente la terra lacedemone e, tanto per cambiare, il bisticcio tra due differenti associazioni tarantine, entrambe inneggianti a Taranto Città Spartana.

Il capoluogo ionico allora siglò un gemellaggio prevalentemente sportivo, anzi calcistico. I consiglieri del comune greco tennero nell’occasione a dichiarare che quello tra Sparta e Taranto non era un semplice gemellaggio convenzionale ma rappresentava “un ritorno ad una solida e duratura collaborazione tra una città-madre e una città-figlia in grado di generare un flusso vincente nel panorama commerciale, culturale e turistico mondiale”. Il legame più intenso, manco a dirlo, sembrava però quello presente tra le due tifoserie.

Non a voler sminuire questo tipo di intesa, ma la premessa mira a cercare di capire che effetti positivi abbiano finora generato negli anni tali gemellaggi per la Taranto attuale e quali altri si attendano dal prossimo in arrivo, ossia quello con Tirana, capitale dell’Albania.

Il sindaco di Tirana, Erion Veliaj, sarà infatti in visita a Taranto domani, sabato 13 agosto.

Accolto a Palazzo di Città dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, il primo cittadino della capitale albanese firmerà un documento d’intenti finalizzato all’imminente sottoscrizione del patto di gemellaggio che legherà le due città, attualmente all’attenzione della Presidenza del Consiglio.

“Abbiamo ormai definito il complesso iter che sancirà questo legame – leggiamo una dichiarazione del sindaco Rinaldo Melucci – tenendo conto della fitta corrispondenza intercorsa tra i due enti e delle numerose occasioni di confronto che ci sono state con il collega di Tirana, cito a titolo esemplificativo la partecipazione all’assemblea di Eurocities e l’incontro a Orano per gli ultimi Giochi del Mediterraneo (ai quali Tirana non si era candidata, ndr). È un legame, questo, che si fonda sulla storica sintonia esistente tra Puglia e Albania, oggi alimentata ulteriormente dalla vivacità delle aziende e dall’entusiasmo delle generazioni più giovani. Non abbiamo scelto a caso Tirana: è una città dove scorrono queste energie, grazie anche alla lungimiranza del sindaco Veliaj, capace di interpretare la voglia di ripartenza della sua comunità come accaduto con noi a Taranto”.

Il programma della giornata prevede l’arrivo del sindaco di Tirana a Palazzo di Città per le 10:30, alle 11 si procederà alla firma del documento d’intenti. Alle 12.30 sarà al Museo Archeologico Nazionale di Taranto, MArTA.

Vorremmo ricordare che alcuni imprenditori tarantini già investono da anni in Albania; c’è perfino una piccola acciaieria con qualche centinaio di addetti messa su dall’azienda di un noto protagonista del settore automotive tarantino. Peraltro il territorio albanese, specialmente la costa, offrono bei paesaggi, sicuramente meno violentati dei nostri dall’opera dell’uomo. E c’è anche una sorta di “turismo della salute”, cioè cittadini jonici che vanno a farsi impianti dentali con permanenza di alcuni giorni in loco.

Ultimamente, fateci caso, i social sono invasi da pubblicità di viaggi e soggiorni in Albania alle migliori tariffe.

Naturalmente, al di sopra di tutti i ragionamenti che possiamo fare, c’è la convenienza economica, la tassazione e i costi della manodopera inferiori a quelli italiani.

Per cui, in conclusione, davanti a questo paese – fortunatamente per i suoi abitanti – in espansione e che offre prestazioni commerciali concorrenziali, potremmo ipotizzare una condizione impari negli scambi di qualunque genere, a svantaggio della pur bellissima Taranto. Faremo i migranti turistici verso l’altra costa dell’Adriatico? Basta guardare le immagini allegate come esempio per verificare la “guerra d’immagine” che l’Albania già ha sferrato contro Italia e Croazia.

Magari potremmo chiedere davvero al governo italiano di dotare il capoluogo jonico di una no-tax area, anche per superare il grave handicap di nome “Ilva” e all’amministrazione comunale di investire un pò di soldi, con l’aiuto dello Stato, in un serio piano di promozione territoriale verso l’estero pretendendo l’attivazione immediata ed imprescindibile dell’aeroporto e di importanti tratte ro-pax in partenza dal porto di Taranto.

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