Facoltà di medicina: Bitetti si unisce al coro di proteste

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Presidente del Consiglio comunale di Taranto Piero Bitetti

“L’appello che proviene dal mondo sindacale lanciato agli stakeholders, dalla politica alle parti sociali e agli ordini professionali, all’indomani delle dichiarazioni del commissario straordinario dell’istituenda azienda ospedaliera per il nuovo ospedale, deve  coinvolgere la città tutta in un processo partecipativo e di condivisione sulle prospettive che stanno per schiudersi. Sul “San Cataldo” di Taranto si gioca una partita importante per il futuro della nostra città, dell’intera provincia e probabilmente del Sud Italia. Un’opera straordinaria che può contribuire al processo di miglioramento, in termini sanitari e sociali, della provincia di Taranto  perché potrà garantire elevate prestazioni di diagnosi e cura attraendo, al contempo, professionisti di livello. Ma è anche occasione di riscatto culturale che si potrà realizzare solo sostenendo lo sviluppo della nostra Università. Fondendo in un unicum Università e struttura ospedaliera saremo in grado di offrire agli studenti percorsi formativi di qualità e ai pazienti cure più efficaci. Una città universitaria può definirsi tale solo quando si riescono a garantire anche servizi efficienti in favore della popolazione studentesca, tanto da attrarne sempre di più. Per questo apprezzo l’esortazione che lancia alla città tutta l’organizzazione sindacale. Il San Cataldo può e deve diventare polo universitario e sanitario d’eccellenza. L’ipotesi avanzata dal commissario straordinario di prevedere una volumetria al fine di ospitare le attività accademiche realizzando nella struttura un Polo Universitario di Medicina è, a mio avviso, la chiave di volta. Bisogna  al più presto verificare il progetto originario al fine di prevedere  aree e spazi da destinare ai corsi di laurea anche nell’ottica della istituzione della Clinica Universitaria per la quale il consiglio regionale ha già deliberato l’istituzione dell’azienda ospedaliera Santissima Annunziata. Si supererebbero così gli evidenti problemi di logistica legati alla netta distanza che separa la ex Banca d’Italia di piazza Ebalia – che oggi ospita il corso di laurea- e il sito del nascente ospedale  rendendo agevole la frequentazione del corso di laurea da parte degli studenti. Al contempo mi impegnerò, per quanto di mia competenza, affinché le eventuali modifiche progettuali – qualora non si dovessero individuare i necessari spazi all’interno della struttura già progettata – non comportino ritardi nel completamento dell’opera e nella sua entrata a regime. Il nuovo ospedale di Taranto anche dal punto di vista infrastrutturale rappresenta il fiore all’occhiello della moderna architettura sanitaria essendo stato progettato secondo alti standard qualitativi, ambientali e tecnologici. Serve sinergia affinché il dossier sull’ospedale San Cataldo rappresenti uno dei tasselli fondamentali per il cambiamento del nostro territorio”. 

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