IL 118 INDISPENSABILE NELLA RICOSTRUZIONE POST COVID

Mario Balzanelli, Presidente della SIS 118, dopo gli apprezzamenti della Regione Puglia, chiede al Ministo Speranza di sedere al tavolo della ricostruzione. Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e le organizzazioni sindacali, hanno inteso riconoscere il ruolo, delicato, ad altissimo rischio di contagio, ad elevata intensità di cura, e di grande efficacia clinica complessiva del Sistema di Emergenza Territoriale 118 nella gestione pugliese della pandemia da COVID-19. Ci aspettiamo che facciano altrettanto gli altri governatori.
“Stiamo parlando, afferma Balzanelli, del Sistema del Soccorso Sanitario dello Stato, l’unico che interviene in prima linea, con immediatezza, e che salva la vita già sulla scena dei vari eventi, un Sistema che in molte regioni ha operato, in elevato biocontenimento, con gli operatori costretti a mettersi le buste di plastiche per l’immondizia ai piedi, attesa la mancanza di disponibilità dei gambali e dei calzari, quando non delle tute specifiche per il rischio biologico. Alla drammatica maxiemergenza di COVID-19, il Sistema di Emergenza Territoriale 118 nazionale ha risposto rappresentando ovunque, in ciascun territorio regionale, in modo assolutamente intensivo, strenuo, definito dai cittadini stessi “eroico”, mediante l’azione integrata delle Centrali Operative e delle postazioni di emergenza territoriali, mobili e fisse, la prima linea di tutela e di difesa istituzionale del cittadino, il “Sistema salvavita” quale fronte compatto di sbarramento alla diffusione del contagio, alla intercettazione precoce dei casi sospetti, alla delicata, incessante, rischiosa presa in carico degli stessi, operando in regime di intensità di cure obiettivamente altissimo, annullando, ogni qualvolta necessario e indispensabile, le distanze con il paziente, sino a toccarlo, a visitarlo, recandosi direttamente nei domicili, nelle case di cura, stabilizzando direttamente sulla scena i pazienti con instabilità delle funzioni vitali ed insufficienza respiratoria acuta, attendendo tempi anche enormi per la presa in carico dei pazienti da parte dei reparti ospedalieri accettanti, con attese estenuanti, provvedendo, in numerose realtà, anche ad eseguire direttamente i tamponi, gestendo all’interno di tendostrutture, come nell’esperienza della postazione fissa SET 118 Moscati della Azienda ASL di Taranto, le prime 48 ore di degenza dei pazienti in attesa dell’esito dei risultati e della disponibilità di posti letto, impiegando migliaia di mezzi di soccorso e di unità di personale, senza negarsi mai in nulla, solo e semplicemente facendo ciò che nel DNA del 118, e di chi vi appartiene, vi è di consustanziale e di indelebile tra tutti gli operatori, ossia dando tutto e più di tutto”.

PP

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