AL MARTA LA MOSTRA L’ARTE DELLA VITTORIA. ATLETI E COMPETIZIONI NEL MEDITERRANEO

di Silvana Giuliano
È stata inaugurata venerdì 24 luglio al MArTA “L’Arte della Vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”. La mostra è dedicata agli sport che si praticavano nel Mediterraneo antico e ben si inserisce nel clima venutosi a creare per i Giochi del Mediterraneo che si terranno a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre, offrendo al tempo stesso un contributo al prossimo LXV Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia, dedicato ai Giochi e all’atletismo nel mondo antico. All’incontro con i giornalisti, svoltosi nella sala Lippolis del Museo, sono intervenuti: Stella Falzone, Direttrice del MARTA, Carlo Molfetta, Direttore generale del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo, Sandro Esposito, vice presidente del Comitato direttivo Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo e Fabrizio Manzulli del Comitato Organizzatore dei XX Giochi del Mediterraneo. In collegamento da remoto, anche i Direttori e curatori dei musei di quattro paesi africani (Egitto, Tunisia, Marocco e Tanzania) i quali, nell’ambito della IV edizione della International School of Cultural Heritage (progetto promosso dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Affari Europei, avviato dalla Scuola Nazionale del Patrimonio e delle Attività Culturali all’interno degli obiettivi del Piano Mattei), hanno curato la sezione della mostra dedicata alle testimonianze provenienti dalle opposte sponde del Mediterraneo.
“Il percorso della mostra – ha sottolineato Stella Falzone – inizia dalla Tomba dell’Atleta, una delle testimonianze più significative del MArTA, arricchita dai risultati di nuove indagini scientifiche realizzate in collaborazione con il CNR e l’Università La Sapienza di Roma permette infatti di ricostruire alcune caratteristiche dell’individuo e della sua dieta alimentare. L’Atleta, vissuto nel V sec. A.C, era intollerante al lattosio, poiché non possedeva la variante genetica che consente la digestione del latte in età adulta. Tra le varianti identificate, una è oggi associata a migliori prestazioni negli sport di potenza e velocità. Il DNA ha inoltre rivelato una predisposizione genetica alla psoriasi e l’appartenenza al gruppo sanguigno 0. Anche il tartaro dentale ha conservato preziose informazioni. Nel tartaro sono state riscontrate tracce di DNA di molluschi, compatibili con il consumo di alimenti marini”.
Oltre la tomba sono esposti 53 reperti, legati alla pratica atletica e
alla cultura aristocratica della Taranto antica, di cui 36 provenienti dai depositi e oggetto di nuove cure e nuove riletture da parte dello staff del MArTA.
Non è la prima volta che la tomba dell’atleta è sotto i riflettori, già nel 2008 fu ospitata a Pechino per la XXIX edizione delle Olimpiadi dell’era moderna. In quell’occasione furono esposte, in originale, le tre anfore panatenaiche, mentre sia il sarcofago sia lo scheletro erano una copia realizzata con la tecnica del laser scanner. I giochi Panatenaici si disputavano ad Atene ogni 4 anni, in onore della dea Atena; oltre a gare atletiche, corse di cavalli, comprendevano anche competizioni musicali e corse con le fiaccole.
La mostra si conclude nella hall del Museo, dove nella teca in cristallo della Temporary Art sono esposti dei cimeli appartenuti ad atleti pugliesi contemporanei che hanno contribuito, in modo significativo, alla storia dello sport italiano. Tra i materiali esposti la maglia e le scarpe di Erasmo Iacovone, figura simbolo del calcio tarantino, alla cui memoria è stato intitolato lo stadio cittadino. A questi cimeli si affiancano le riproduzioni di documenti provenienti dall’Archivio di Stato di Taranto, dedicati alla vicenda sportiva di Iacovone e alla costruzione dello stadio. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Triumphalia e il Panathlon Club Taranto Principato, tra i cimeli esposti anche la medaglia d’oro al Campionato europeo 2020 e italiano 2021 della nuotatrice Benedetta Pilato, la canotta e il backnumber alle Olimpiadi di Tokyo 2020 della medaglia d’oro nella marcia Antonella Palmisano e oggetti di gara, coppe, abbigliamento appartenuto a grandi campioni e squadre provenienti da varie discipline. Nella teca, la mostra ospita l’illustrazione originale dell’Atleta di Taranto, realizzata dall’artista tarantino, disegnatore di fama internazionale di fumetti Marvel e DC Comics, Sal Velluto.
Tra gli eventi collaterali, il Comitato e il Museo archeologico nazionale di Taranto presentano lo spettacolo teatrale “L’Atleta di Taranto”, scritto da Barbara Gizzi e prodotto dall’associazione culturale “Terra Magica”, con la regia e l’interpretazione di Massimo Cimaglia, affiancato dagli attori Valeria Cimaglia e Marco Maggio e dall’arpista Susanna Curci, che accompagna dal vivo il testo con la musica. Lo spettacolo andrà in scena nel chiostro del museo il 25, 26 e 27 agosto, con due repliche giornaliere (ore 18 e 20:30), sottotitolate in inglese e francese. Ogni replica è a numero chiuso (massimo 100 spettatori), su prenotazione obbligatoria.

Video di D.M

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