DECRETO SEMPLIFICAZIONI: NO AL DIBATTITO PUBBLICO SULLE GRANDI OPERE E TAR “RIDOTTO A CORRETTORE DI BOZZE

“Daniela Spera del Comitato Legamjonici di Taranto, a proposito del Decreto Legge Semplificazioni e ambiente, definisce la politica del governo, politica del gambero. A seguito di una denuncia da parte di un gruppo di 170 tra comitati e associazioni nazionali e locali il Senato ha corretto solo alcuni dei gravi provvedimenti sulla Valutazione di Impatto Ambientale e sulle bonifiche, ma allo stesso tempo il testo è peggiorato di molto su alcune questioni importanti.”Bene alcune modifiche su Valutazione di Impatto Ambientale (con un errore clamoroso), usi civici e bonifiche richieste dalle associazioni e comitati. Molto male le nuove norme che azzerano il dibattito pubblico sulle grandi opere per tre anni, trasformano il TAR in un correttore di bozze nei ricorsi sulla V.I.A. e regalano risorse a petrolieri e affini alla faccia del clima”, è quanto fanno notare da Legamjonici.Sono sette gli emendamenti proposti dalle associazioni/comitati che sono stati recepiti integralmente o parzialmente.Per contro però, spiega Daniela Spera, “sono di gravità inaudita l’approvazione di un emendamento che permette fino al 2023 di derogare al dibattito pubblico sulle grandi opere, previsto da una decreto del 2018. Evidentemente le lobby di questo paese continuano a temere il dibattito alla luce del sole sull’utilità di questi interventi che si devono fare e basta, evidentemente, anche a costo di scandali e sperpero di denaro pubblico. Alla faccia della lotta ai cambiamenti climatici, nel passaggio in Senato viene introdotta la corsia preferenziale con dimezzamento dei tempi per la trattazione dei ricorsi al TAR concernenti la costruzione di nuovi oleodotti e gasdotti”. Inoltre la cosa più grave che oscura i punti che sono stati risolti, sempre secondo quanto riferisce Legamjonici, riguarda il TAR e le sue decisioni relative alle sentenze sulla legittimità delle valutazioni di impatto ambientale. “Praticamente i giudici diventeranno quasi dei “correttori di bozze”, in quanto il proponente di una cava, di un impianto di rifiuti ecc., anche se sconfitto al TAR, magari su aspetti connessi all’impatto sanitario non valutato, potrà chiedere alla pubblica amministrazione di ritornare sul caso. Quest’ultima sarà obbligata a provvedere “alle integrazioni necessarie per superare i rilievi della sentenza”. Cosa ancora più grave, attraverso una procedura semplificata che permette addirittura di by-passare il confronto pubblico. Una modalità a nostro avviso contraria alle norme comunitarie che non farà altro che aumentare il contenzioso, visto che i ricorrenti a quel punto non potranno che depositare altri ricorsi al TAR”.

Piero Piliego

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: