AFO 4, DOTTOR JEKYLL E MR HYDE

Cosa sta succedendo ad Afo4, uno degli altoforni dello stabilimento Acciaierie d’Italia? Un impianto che da diversi giorni diventa diavolo di notte, che sputa fumi di ogni genere, ed angelo di giorno, che non mostra neanche uno sbuffo di polvere.
Luciano Manna di Veraleaks fa sapere che attraverso fonti interne allo stabilimento giunge notizia che l’azienda starebbe utilizzando cariche esplosive nel crogiolo, al fine di rimuovere la ghisa solidificata.
La storia travagliata dell’ultimo anno di Afo4 ce la racconta sempre Manna.
“A gennaio 2021, l’azienda annuncia la sua fermata per manutenzione ma prima vanno risolti i problemi su Afo2 dove va sostituita la scatola ingranaggi. Riparte Afo2 ed ad aprile si ferma Afo4, non si cola più ghisa, si cola la salamadra, l’altoforno si spegne e passa alle attività di manutenzione che richiede diversi interventi: c’è una lesione al crogiolo e vanno sostituite le piastre di raffreddamento. Totale della spesa: 70 milioni di euro. Af04 riparte a luglio con la tradizionale accensione a legna, proprio come il forno di una pizzeria, giusto per dare un senso agli annunci roboanti di una certa politica che ci narra di una acciaieria green con tecnologie all’avanguardia che ci invidiano in tutto il mondo. In realtà l’accesione a legna serve per evitare uno shock termico alle “pezze” messe sul refrattario del crogiolo. Ed arriviamo ad ottobre, quando qualcuno si accorge che su Afo4 c’è qualcosa che non va e la lesione al crogiolo si è ripresentata in maniera più seria della volta precedente, tanto da far programmare un nuovo ed ennesimo stop all’altoforno. A dicembre si cola ancora una volta la salamadra, l’altoforno è di nuovo spento ma stavolta c’è un problema più serio.
Il crogiolo va sostituito ma prima bisogna rimuovere le parti solidificate ed i mezzi che erano stati adottati in precedenza sull’Afo2 non danno risultati Si passa al piano B. L’azienda ordina cariche esplosive da far brillare all’interno del crogiolo al fine di rimuovere la ghisa solidificata. La mattina del 4 gennaio, intorno alle 12, ci arriva la conferma che sono state fatte brillare le prime cariche esplosive all’interno del crogiolo dell’altoforno 4 ma ne sono state ordinate altre perché le prime esplosioni non hanno avuto l’effetto sperato, cioè sbriciolare scoria e ghisa solidificata. La strada adiacente all’altoforno viene bloccata mentre nessuno all’interno dell’azienda sa quando verranno fatte esplodere le altre cariche. La popolazione è ignara di tutto, nessuno è a conoscenza di queste operazioni sull’altoforno. In questi giorni ulteriori conferme: sono state esplose altre cariche per almeno altre due volte i giorni differenti. Questa volta non si fanno esplodere di giorno ma intorno alle otto di sera mentre di notte, utilizzando potenti strumenti da ossitaglio, si passa alle operazioni di rimozione delle parti demolite con l’esplosivo. Forse per attutire gli effetti delle esplosioni il crogiolo è stato anche circondato da copertoni mentre alcune informazioni ci riferiscono che vengono usati esplosivi a bassa carica per evitare danneggiamenti alle piastre di rafferddamento che sono state sostituite nell’ultimo intervento di manutenzione”.
Nella foto allegata, fornita da Luciano Manna, si vede ai lati Afo4 che durante le notti tra il 15 ed il 17 gennaio, emette fumi e al centro lo stesso Afo4 la mattina del 17.
Tutto questo avviene senza che la popolazione sappia nulla e nel totale silenzio da parte della stampa e delle autorità, mentre l’azienda annuncia la ripartenza di Afo4 dove i lavori procedono come da programma.
Intanto Manna fa sapere che il materiale che testimonia quanto sta accadendo è a disposizione della Procura della Repubblica.

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