OSPEDALE SAN CATALDO, DUBBI SULLA SICUREZZA DEL CANTIERE

Nel cantiere dell’erigendo ospedale San Cataldo, sembra che la sicurezza di chi ci lavora sia una questione marginale. Sono giunte diverse immagini che hanno dell’incredibile per la gravità di ciò che mostrano e per l’elevato numero di situazioni di mancato rispetto delle normali norme di sicurezza evidenziate.
A fornirle è Luciano Manna attraverso Veraleaks e mostrano operai che lavorano a decine di metri di altezza, privi di caschetto e a quanto sembra dalle foto anche senza imbragatura di sicurezza. Altezza raggiunta tra l’altro per mezzo di semplici scalette. La mancanza del caschetto, a giudicare dalle immagini, sembra pratica comune in quel cantiere, come quella di lavorare ad altezze pericolose senza essere debitamente imbragati, come previsto invece dalla normativa, per evitare cadute che possono avere conseguenze molto gravi. Oltre a questo si vedono operai lavorare sotto carichi sospesi spostati da gru ed altri che si cambiano le scarpe o parlano al cellulare sulle impalcature.
Riferisce Manna che: “il modus operandi adottato in questo cantiere è lo stesso da mesi, almeno dalla scorsa estate. – e si chiede – In questo cantiere c’è mai stata una ispezione dell’ispettorato del lavoro o del servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro?”
Ricordiamo che il decreto legislativo n. 81, approvato il 9 aprile 2008 (il Testo Unico in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro), regolamenta anche il comportamento da tenere nei cantieri edili. Ci chiediamo se in questo cantiere sia rispettato e se ci sono controlli affinché ciò avvenga. In merito, Luciano Manna fa sapere che le foto sono state inviate alle Spesal (Servizi Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro).
Non è la prima volta che il cantiere del San Cataldo, inaugurato ad ottobre del 2020 dall’allora premier Giuseppe Conte con al seguito diversi ministri, il governatore Michele Emiliano, l’allora sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il senatore Mario Turco, deve fare i conti con la sicurezza. A giugno 2021 a causa delle elevate temperature estive che, secondo la legge dovrebbero fermare i lavori all’aperto che non possono garantire la tutela del personale dall’eccessivo di calore, alcuni operai hanno avuto dei malori.

Sarà perché in occasione della posa della prima pietra Emiliano promise che l’ospedale sarebbe stato pronto in 399 giorni, a costo di “lavorare giorno e notte” – ed aggiungeremmo noi anche con 40 gradi – che si sorvola su alcune norme di sicurezza? Anche perché quel termine è già abbondantemente scaduto e ne è stato fissato un altro per maggio 2022, attribuendo il ritardo al covid ed al caldo torrido, anche se non risulta che il cantiere si sia mai fermato per qualsiasi ragione.
Che l’ospedale San Cataldo sia diventato una questione politica è più che evidente. La pomposa cerimonia di inaugurazione con governo, regione e comune in posa, le promesse di realizzazioni a tempi di record e il nuovo termine fissato, guarda caso, proprio in concomitanza delle elezioni amministrative a Taranto, sulle quali si gioca la partita della gestione dei fondi del Pnnr, non devono mettere a rischio la salute e la vita di chi ci lavora. Anche se a Taranto la bilancia che vede salute e vita su un piatto e interessi politici ed economici sull’altro, propende sempre per il secondo.

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