AEROPORTO DI TARANTO E LEONARDO, FUTURO INCERTO. LA COMUNITÀ JONICA NE FA LE SPESE E NON DECOLLA

di Cinzia Amorosino

Spesso si tende a fondere la vicenda dell’aeroporto di Taranto e quella della Leonardo (ex Alenia) che si trova fuori dal sedime di una delle migliori infrastrutture del territorio, e che usa una delle migliori piste europee, per far semplicemente atterrare il gigantesco Boeing Dream lifter che porta in Usa i pezzi delle carlinghe prodotti a Grottaglie. O dovremmo dire “portava”?. Ma procediamo con ordine.

Con una nota stampa il candidato alla segret­eria provinciale del Partito Democratico Luciano Santoro (che lavora per una ditta, IdS, allocata proprio nell’aeroporto tarantino) avvisa che ci sono “buone notizie giunte negli ultimi giorni, che permettono di sentire meno incerto il futuro, sia per quel che riguarda i dipendenti dello stab­ilimento Leonardo, sia con riferimento al progetto dell’aero­spazio a Grottaglie”.

Santoro si mostra soddisfa­tto perché martedì, nella capi­tale, “i sindacati ha­nno siglato con l’az­ienda (Leonardo) l’inizio di un momento nuovo, sebb­ene con considerevole ritardo. Questo permetterà di restitu­ire, grazie ad un investimento di 300 milioni di euro mirato al rilancio di tut­ti i siti, a partire proprio da Grottagl­ie, stabilità ai lav­oratori in un settore fortemente comprom­esso dalla pandemia”. Anche se le ripetute sol­lecitazioni sul tema della diversificazi­one del polo di Grot­taglie, sono finora cadute nel vuoto, non avendo mai trovato riscontro in rispo­ste decise da parte dell’azienda.

Da tempo, abbiamo osservato anche noi di Punti di Vista press, si sarebbe dovuto giocare d’anticipo sulla crisi pandemica approntando delle giuste soluzioni per tutto il settore, crisi che ha messo in gin­occhio il trasporto aereo.

Pur tuttavia, alcu­ni sindacati al momento hanno deciso di non sottos­crivere l’accordo, ricorda Santoro, “in attesa di puntuali garanzie e rassicur­azioni sulla gestione della cassa integr­azione nello stabili­mento grottagliese”.

Intanto c’è la convocazione, per il prossimo 27 gen­naio, di un tavolo istituzionale, convoc­ato da Enac con la presenza di Regione Puglia, Aeroporti di Puglia, Asi (Agenzia spaziale italiana), Sta­to Maggiore della Di­fesa e Ministero dei Trasporti, che, sempre secondo l’esponente del Pd, “puó servire a gettare le basi per concretiz­zare il progetto, già in essere, dello spazioporto di Grotta­glie, ad oggi unico in Europa già indivi­duato”.

E ancora una volta sentiamo parlare di “strategicità per il Paese” dello spazio e dell’industria aer­ospaziale, e come al solito riferito a Taranto! Strategica per l’acciaio e pure per droni, industria aeronautica, voli aerospaziali e quant’altro venga in mente a qualcuno. Insomma, non riusciamo ad essere una città normale con aspirazioni sacrosante e che vorrebbe usare come tutte le altre le proprie infrastrutture.

In un capannone allocato al margine della pista dell’Arlotta c’è la IdS SpA dove lavora anche il succitato aspirante segretario, in forza al Pd da diversi anni. Pochi lavoratori: su Taranto infatti non serve avviare la produzione che, quella sì, porterebbe occupazione (chiaramente fuori dal sedime riservato all’aeroporto civile) nella Ingegneria Dei Sistemi SpA.

La sede centrale a Pisa, IdS è presente nel mondo con ulteriori sette sedi. L’azienda investe ogni anno circa 14 milioni di euro nell’innovazione legata all’aerospazio e, oltre allo sviluppo dei droni, è leader mondiale nei sistemi di supporto alla gestione del traffico aereo, nella gestione degli spazi aerei, su applicazioni di compatibilità elettromagnetica sia a bordo nave che a bordo di aerei, sui sistemi e terminali per le comunicazioni satellitari e nello sviluppo di radar per specifiche esigenze.

A lei si devono, tra gli altri, il progetto INSuRE (Remotely Piloted Aircraft System Integration into non-segregated ATM) che ha validato con successo l’utilizzo in spazio aereo controllato di un elicottero con pilota remoto (SD-150 Hero) dal peso di 150 kg. Lanciato il 16 ottobre 2013, INSuRE è stato coordinato da Ingegneria Dei Sistemi spa (IDS) con la partecipazione di Sistemi Dinamici, come produttore e operatore del sistema SD-150 Hero, e delle autorità per il controllo del traffico aereo della Repubblica Ceca (ANS CR). Nessuna fabbrica dell’elicottero drone, però, è a Grottaglie, ma l’aeroporto resta solo e sempre un posto per compiere esperimenti e collaudare qualche cosa che vola.

Infatti, nel 2017 viene inaugurata la nuova scuola «IDS Academy» all’aeroporto di Grottaglie -Taranto «Marcello Arlotta». Le cronache locali ricordano l’evento «Puglia: Grottaglie nel Mondo IdS», una giornata dedicata alla conoscenza ed ai progetti che IdS, Ingegneria dei Sistemi, sarebbe andata a sviluppare nella sede di Grottaglie al servizio della tecnologia, dell’innovazione nel mondo dell’aeronautica, dell’aerospazio, nonché del territorio. Durante l’iniziativa c’era stato il taglio del nastro del nuovo centro di eccellenza in Puglia per la formazione di piloti e operatori professionali di velivoli a pilotaggio remoto, comunemente chiamati droni.

Dunque quella pista dalle caratteristiche tecniche eccellenti, a favore dei venti, con una lunghezza di 3200 m., invece di essere al servizio dei cittadini e dello sviluppo territoriale e turistico / economico, fu declassata a «Centro di addestramento piloti SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto)». E ora eletta sede di futuribili voli suborbitali ancora in fase sperimentale.

Il parallelo tra il nostro “Airport Test Bed” (ex Aeroporto!), e la pista di prova ad alta velocità per le auto di Nardò, è inevitabile. Al Nord si produce, mentre al Sud si collauda con occupazione prossima allo zero.

Però lo scalo aeroportuale di Taranto tenuto pervicacemente chiuso ai voli commerciali di linea dalla Regione può essere la gallina dalle uova d’oro per tanti dietro le quinte, dato che una quantità di soldi pioverà sull’aerospazio. Stando all’ultima fotografia del Ministero dello Sviluppo Economico il comparto conta circa 200 imprese, di cui l’80% delle Pmi, che generano un giro d’affari annuo di circa 2 miliardi di euro e danno lavoro a 7mila persone. Complessivamente l’indotto vale invece 13,5 miliardi per un totale di 160mila addetti. Qui la ricerca e l’innovazione rappresentano una leva strategica e competitiva: circa il 10% in media del fatturato è infatti dedicato a questa voce per un totale di 1,4 miliardi.

Il Pnrr traccia poi la nuova rotta con una dotazione di 1,29 miliardi per le tecnologie satellitari di osservazione della Terra e l’economia spaziale legandole a doppio filo alla trasformazione digitale.

In definitiva l’aeroporto di Taranto è funzionale ad interessi più o meno nascosti e milionari invece che a quelli di trasporto dei viaggiatori, ossia ciò che tutti gli aeroporti del mondo fanno. Che ritorno ha avuto e avrà una intera comunità sulle sponde joniche? E visto che la Puglia ha entrambi gli aeroporti attivi sul mar Adriatico e niente sullo Jonio, perché non attivare lo scalo tarantino e trasferire dall’altra parte l’aerospazio? Altro parallelo che la dice lunga sulle intenzioni dei Governanti regionali: i traghetti che trasportano passeggeri partono solo dai porti adriatici.

In conclusione, Taranto giace in “splendido” isolamento. È questo ciò che i politici nostrani intendono parlando di “Rinascita”?

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* Ma cos’è questa società IdS ? Il presidente e amministratore delegato, Giovanni Bardelli, ricorda nelle interviste che nel 1980 suo padre creò la prima società di ingegneria dei sistemi in Italia, diretta ad aiutare la Marina nell’impostazione di progetti per aumentare la sicurezza delle navi dinanzi alla crescente minaccia missilistica a guida radar. Quindi la Ids studia da sempre soluzioni basate sulle «stealth technology», per garantire la protezione di navi ed aeri. La società pisana ha una presenza fortissima all’estero, dove ha cinque società ed è presente in oltre 60 Paesi con contratti di agenzia o di distribuzione o di partnership.

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