IL MATRIMONIO CHE S’HA DA FARE

di Cinzia Amorosino

Dopo Taranto senza Ilva, Taranto Crea, Pd (di Taranto), Una Città per cambiare – Taranto, Una Strada Diversa, Azione Taranto, Patto per Taranto, Grande Alleanza per Taranto, La Voce di Taranto, e altre formazioni politiche/ liste varie, che stanno spuntando, come usuale ma non ragionevole, in una campagna elettorale più confusa e atipica che mai, se possibile, siamo giunti al Contratto dei Cittadini voluto dai 5Stelle nostrani. In parole povere il matrimonio morganatico tra Pd e sindaco uscente e M5S con sen. Turco, unico superstite nel Movimento, assieme all’on Cassese, nel gruppo dei cinque parlamentari eletti a Taranto.

Sarà ufficializzato in conferenza stampa (dove sono invitati pure i cittadini, altra storia atipica) il “percorso propedeutico alla realizzazione di un fronte progressista che unisce M5S e le forze di Centrosinistra, in vista della tornata elettorale di primavera che porterà al rinnovo del governo della città di Taranto”.

“Saranno definite le linee strategiche – continua la nota del M5S – che porteranno al programma per la città, per giungere alla presentazione del “Contratto dei Cittadini, dove si porrà al centro dell’azione amministrativa la continuità del progetto di riconversione “Cantiere Taranto”, già avviato dal governo Conte II, e del progetto “Ecosistema Taranto” dell’Amministrazione Comunale uscente”.

I dettagli di questo nuovo percorso comune alla vigilia del voto per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale, “saranno illustrati il prossimo venerdì 25 febbraio 2022 alle 11.30, nel foyer del Teatro Orfeo, alla presenza del sindaco uscente Rinaldo Melucci e del vicepresidente del MoVimento 5 Stelle, sen. Mario Turco”.

Che cosa avrà spinto Turco (con Conte) a prendere la decisione che il Pd stesso diceva di aspettare con fiducia, non è noto. Magari i patti nazionali e la necessità di appoggio (famoso è il detto popolare “una mano lava l’altra”) per le elezioni politiche che si avvicinano a grandi passi. Peraltro, il movimento grillino non gode più di grandi consensi a Taranto e dintorni.

Dall’altra parte, immaginiamo che qualche problemino ce l’abbia anche l’ex sindaco che ritenta sperando di essere “più fortunato” e di non essere buttato nuovamente giù dalla torre. Non sembra infatti che, eletto con soli 17mila voti nel 2017, sia del tutto gradito alla città che non se la passa affatto bene.

Comunque domani, parafrasando il buon Manzoni, si celebra ufficialmente un matrimonio che “s’ha da fare”.

Stiamo cercando il ruolo storico confacente al “furbo” presidente regionale, ora distratto da qualche indagine per lui fastidiosa. Il Richieleu?

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