MENO SOLDI PER I GIOCHI DEL MEDITERRANEO, MA LA POLITICA SE NE CONTENDE IL MERITO

di Piero Piliego

Il Fondo Sviluppo e Coesione stanzia 150 milioni di euro per i giochi del mediterraneo dopo che a dicembre era stato bocciato in Parlamento un emendamento da 200 milioni e che aveva fatto temere per il futuro dell’evento. Sarà per effetto delle prossime elezioni amministrative a Taranto, ma fioccano da ogni parte comunicati di chi cerca di accaparrarsene il merito.

“Sono 150 i milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione che serviranno per avviare gli interventi mirati a realizzare gli impianti e le infrastrutture necessari affinché i Giochi del Mediterraneo si tengano nel migliore dei modi, come previsto, tra 4 anni a Taranto”, dichiara Nicola Oddati, commissario provinciale del Partito Democratico, che sottolinea “il significato che una manifestazione sportiva di queste dimensioni assume in un momento storico così complicato perché caratterizzato da una guerra fratricida”, noi ci auguriamo però che nel 2026 questa guerra sarà solo un doloroso ricordo.

Per il Senatore Mario Turco (M5s): “il movimento ha sostenuto il finanziamento ulteriore dei Giochi del Mediterraneo 2026 di Taranto. Grazie alla misura che abbiamo approvato sarà possibile completare il fabbisogno finanziario necessario a organizzare l’importante kermesse sportiva”, il senatore tarantino vede in questa manifestazione l’occasione di rilancio anche per “gli altri due capoluoghi salentini, Brindisi e Lecce”, dimenticando Bari che potrebbe fare invece la parte del leone, in considerazione del fatto che tutta la gestione dell’evento è affidata al presidente di Asset Puglia e fedelissimo di Emiliano, Elio Sannicandro, anche lui ad esultare per il “taglio” di 50 milioni rispetto a quanto previsto dall’emendamento bocciato a dicembre.

Per il Consigliere Regionale Massimiliano Stellato (Popolari con Emiliano nel centrosinistra in regione, e Patto Popolare nella coalizione di centro destra per le prossime comunali a Taranto), il merito di questo stanziamento va dato “al Ministro per il Sud, Mara Carfagna (Forza Italia), ed ai parlamentari sottoscrittori dell’emendamento al Decreto sostegni”. Il consigliere avrà fatto “due conticini” prima di esprimersi sulla questione.

Anche il candidato sindaco della grande coalizione Walter Musillo il merito è ascrivibile principalmente al partito di Berlusconi (nella sua coalizione per le prossime amministartive) che ha proposto l’emendamento, “ma soprattutto al desiderio di operare concretamente per il benessere del territorio, senza dover necessariamente intestarsi meriti non ascrivibili al proprio operato”.

Pur condividendo il merito della “collaborazione interistituzionale”, Mattia Giorno, responsabile enti locali del Pd, ritiene il candidato Musillo “inopportuno e non credibile”, definendolo “Giano bifronte del falso centrodestra di Taranto”. Secondo Giorno, il candidato sindaco della coalizione di centrodestra non avrebbe titolo nel gioire dei risultati dei Giochi del Mediterraneo e del Medimex, l’importante kermesse musicale della quale nei giorni scorsi si è avuta conferma per l’edizione del 2022 a Taranto.

L’esponente del Pd attribuisce le dichiarazioni di Musillo “ai troppi consulenti di comunicazione che si affannano ognuno con il suo stile a rincorrere questo o quel cavallo su cui fare speculazione inutile”, e detto da chi per anni si è occupato della comunicazione della giunta Melucci dovrebbe essere credibile.

Sembra questo un primo round dello scontro tra i due più grossi schieramenti in lizza (almeno per quanto riguarda il numero di liste a supporto), guidati da Rinaldo Melucci per il centrosinistra e da Walter Musillo che nel 2017 portò Melucci ad essere il candidato del centrosinistra. Naturalmente Musillo, per contrapporsi alla sua ex creatura è dovuto saltare dall’altra parte della barricata, presentandosi con una coalizione di centrodestra che tiene dentro anche Lega e Fratelli d’Italia.

Probabilmente Musillo deve ancora digerire le parole che il neo eletto Rinaldo Melucci nel 2017 rivolse a lui e a Giuseppe Rondinelli, fondatori del movimento Liberdem: “ora che tutto si è compiuto, desidero pregare certi interlocutori guasconi, a cominciare dagli esponenti di Liberdem, di piantarla di attribuirsi paternità sull’intero progetto del centrosinistra ionico”, scaricandoli di fatto per aderire al Fronte Democratico di Emiliano.

La campagna elettorale per l’elezione del sindaco e dei consiglieri che dovranno guidare la città per i prossimi 5 anni è ancora alle prime battute, ma gli stracci già cominciano a volare, e come si sa, i soldi fanno litigare anche le migliori famiglie.

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