VERDE PUBBLICO IN DEGRADO, LA PROTESTA DELL’AMBIENTALISTA MONGELLI

“Ma il sindaco Melucci lo sa che stanno cadendo anche gli ultimi alberi che sono rimasti in piazza Garibaldi?”. È la domanda che si pone l’arboricoltore, ambientalista nonchè scrittore e musicista, Fabio Mongelli, davanti alla triste immagine del grande pino spezzato dalla parte di corso Umberto, zona di intenso transito pedonale, per via della vicinanza al Museo archeologico nazionale MArTA e alla chiesa di San Pasquale. L’albero è pericolosamente piegato in due, a causa di una inadeguata potatura e del maltempo con forte vento che ha spazzato la città nei giorni scorsi. Non si comprende perchè gli addetti al verde non stiano provvedendo a segare la parte penzolante, fonte di pericolo. Stessa situazione di degrado del verde si registra in Villa Peripato, dove una ventina di giorni fa, nella zona prospiciente il Mar Piccolo, si è sviluppato un incendio, divampato anche per la presenza di molti rami secchi. Ma tale situazione è diffusa in tutta la città.”Per evidenziare al nostro sindaco l’importanza del verde urbano e la necessità di una vera programmazione in merito, – spiega il coltivatore di piante no smog -, sarebbe sufficiente applicare il documento comunale “Regolamento del verde pubblico di Taranto”, dove sono elencate le buone pratiche di gestione. E basterebbe almeno adottare la regola: “un albero ogni bambino nato” per incrementare di pochissimo il verde nella nostra città”. “Assistiamo spesso – continua Mongelli – ad abbattimenti di alberi che risulterebbero pericolosi come è avvenuto in piazza della Vittoria a Talsano poco tempo fa, allorquando abbiamo sperato sarebbero stati sostituiti da nuove piante”. Adesso c’è la notizia che si vuole riqualificare via Cesare Battisti; “un buon inizio,- commenta l’esperto ‘contadino’ come gli piace autodefinirsi – ma ci chiediamo da cittadini come sarà il progetto finale, se ci saranno delle bozze informative che l’amministrazione Melucci divulgherà, magari con i relativi costi, oppure bisognerà aspettare il progetto finito? Bisognerebbe, invece, coinvolgere le associazioni, gruppi di persone che da anni, in vario modo, si occupano del territorio coinvolgendo tutti i cittadini a collaborare per il bene pubblico. Se si intendono solo mettere a dimora alcune piante sparse, appaltando con costi elevati, allora resteremo sempre l’ultima città in merito al verde pubblico e privato a livello nazionale”.

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