ITINERARI EBRAICI

Itinerari ebraici, è il tema della Giornata europea della cultura ebraica che si celebra domani 6 settembre. Il Comitato qualità della Vita che dal 2005 ha approfondito la “tematica” con il progetto di ricerca di Anna Maria La Neve: BERIT, pone all’attenzione delle autorità competenti, alcune proposte nella considerazione che il grande patrimonio culturale ebraico “necessiti” non solo della riflessione convegnistica, ma anche di apposite ricerche che a Taranto potrebbero riguardare:

PALAZZO DEGLI UFFICI. Un “palazzo” che studiato, va tutelato e ristrutturato perché questo, attraverso la sorveglianza archeologica richiesta dalla Sovrintendenza durante tutte le fasi dei lavori, consentirebbe di avere un quadro più preciso della topografia di Taranto antica e di verificare la validità dell’ipotesi, per la verità suffragata da studi, scavi archeologici, che il Palazzo e il Liceo “Archita” in esso collocato, sorgono, per una singolare coincidenza, su un’area particolarmente significativa di quella che era la polis greca, in prossimità dell’agorà, vicina alla quale sorgevano anche il Mousejon (tempio delle muse) e il ginnasio, luoghi, ad un tempo, culturali, “probabilmente – come dice Enzo Lippolis (archeologo e docente alla Sapienza di Roma) – sopravvissuti nella fase romana della città e abbandonati poi nel tardo antico, quando nella stessa zona si sviluppò il sepolcreto della comunità ebraica”, della cui esistenza sono testimonianza stele rinvenute in scavi antichi, effettuati durante gli interventi di ristrutturazione e ampliamento dell’edificio tra il 1872 e il 1874, e tombe con resti scheletrici, quattro di numero, emerse durante le ricerche stratigrafiche recenti effettuate nella fase iniziale dei lavori di ristrutturazione tra il 2004 e il 2006. Dalla ricerca del C.Q.V. condotta dalla professoressa La Neve, in collaborazione con il liceo Aristosseno, risulta che oltre alle epigrafi esposte al MArTA, tante sono quelle custodite dal museo. Si rende necessario, dunque: un accurato studio archeologico e storico. La possibilità nel principio del “museo diffuso” – che alcune epigrafi vengano esposte ad es. nella chiesa di Sant’Antonio a Palazzo Pantaleo, MUDI, Palazzo di città…Due esempi di ricerca e proposta, unitamente al progetto BERIT, che il presidente del Comitato Qualità della Vita, pone alla valutazione ed all’approfondimento delle autorità, in un apposito “tavolo di lavoro” da organizzare prossimamente. Tutto ciò al fine di celebrare non in maniera “episodica” la Giornata della cultura ebraica.

Leggiamo nella nota inviataci – Educazione interculturale significa intraprendere percorsi che rendano la persona, disponibile a conoscere l’altro e a farsi conoscere, nel rispetto delle reciproche diversità, non ostacolo, ma ricchezza. Seguendo questa linea che diviene importante guardare alla cultura ebraica per scoprirne le tracce nelle nostre azioni di ogni giorno, nel nostro dialetto lingue. Fin dal primo secolo e per circa 500 anni il popolo ebreo ha vissuto sulla nostra terra, portando non solo le note attività commerciali e finanziarie, ma anche e principalmente, il suo spiccato impegno culturale nella medicina, nella filosofia e teologia, nello studio dei testi biblici. La vicenda di questo antico popolo sulla nostra terra ha vissuto, momenti di positiva crescita, ma anche di tensione con i domini che si sono susseguiti, fino alla dramma della loro espulsine nel 1541 voluta da Carlo V. Nel percorso pluriennale del C.Q.V., si vuole scoprire la cultura ebraica e la sua influenza nella nostra, la collocazione del quartiere ebraico sull’isola e in quello che oggi chiamiamo Borgo Umbertino. Si vuole analizzare quindi la presenza di quell’importante popolo che abitava “l’area nord -est della zona istimica della città, in quello che era conosciuto come il pittagio Torrepenna. Dal quartiere si passava all’esterno delle mura attraverso la «Porta della Ebraica», ossia della Giudecca. Nei suoi pressi si ergeva la chiesa di San Bartolomeo e dalla Porta un breve cammino conduceva all’area sepolcrale della comunità”. (D’Angela)

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